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Frodi online, bufera su Google: su YouTube i dati delle carte di credito rubate

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YouTube al centro delle polemiche in seguito alla denuncia della Digital Citizens Alliance secondo cui sulla piattaforma starebbero proliferando i video che spiegano come comprare e utilizzare carte di credito rubate o fasulle.

Secondo il rapporto “Breach of Trust: How the Online Market for Stolen and Bogus Credit Cards is Eroding Confidence in the Internet”  sarebbero dozzine i video che forniscono istruzioni su come comprare e vendere dati di carte di credito rubate e sfruttarle, quindi, per effettuare acquisti.

 

Le frodi sarebbero inoltre agevolate dall’offerta di ‘servizi’ ad hoc  da parte dei produttori di tali video. Video che, ironia della sorte, sarebbero anche corredati da annunci pubblicitari di American Express e Discover. Senza contare, denuncia ancora la Digital Citizens Alliance, che di fianco ai video fraudolenti comparirebbero anche pubblicità di Mastercard, Amazon e del Kennedy Center e, cosa ancora più imbarazzante, anche di Target, il retailer americano che nel dicembre scorso è stato vittima di un attacco che ha coinvolto 40 milioni di carte di credito e gli account di 70 milioni di utenti. Dati che, pochi giorni dopo sono comparsi in vendita sui siti del mercato nero.

 

Questo accostamento di video che speculano su furti e frodi e pubblicità non è certo una sorpresa: è noto infatti il ruolo dell’advertising gestito da Google (casa madre di YouTube) nel finanziamento di diversi siti illegali. In alcuni casi, i produttori dei video condividono con Google i ricavi pubblicitari. Non a caso, il report della Digital Citizens Alliance cita una stima del professor Ben Edelman della Harvard Business School secondo cui Google genera ricavi per 1 miliardo di dollari dalle attività illegali sui suoi siti.

 

Attività che potrebbero però rivelarsi un boomerang per il business, visto che sono numerose le persone che non effettuano acquisti online perché hanno paura del furto dei dati della carta di credito.

Secondo un sondaggio commissionato dalla Digital Citizens Alliance, la metà degli americani è bloccato da questo timore, mentre il 37% ha effettivamente subito il furto o la compromissione della carta di credito in seguito a un acquisto online.

 

Google, dal canto suo, si difende affermando che è tecnicamente molto difficile controllare gli annunci pubblicitari posti sui suoi siti…una scusa che sembra inverosimile per un’azienda altamente innovativa, che sta sperimentando le auto senza autista e investendo senza sosta nei droni e nell’intelligenza artificiale.

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