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‘Acquisti in-app, serve chiarezza. Basta inganni ai consumatori’. Intervista a Mirella Liuzzi (M5S)

Italia


Tutto l’ecosistema delle app rappresenta un settore in piena espansione, con interessanti ricadute in termini di profitti e occupazione, ma è anche un settore che nasconde spesso tante insidie per gli utenti, specie i bambini. Non a caso nei giorni scorsi l’Antitrust italiano ha avviato un’indagine per pratica commerciale scorretta nei confronti di alcune web company che offrono app di giochi gratuiti che invece richiedono acquisti per continuare a giocare. E anche la Ue è scesa in campo contro le app ‘a tradimento‘.

Il M5S ha predisposto una Proposta di legge che da ieri è disponibile sulla piattaforma online del gruppo, dove rimarrà per 60 giorni, in modo che gli iscritti del movimento possano prenderne visione e fornire il loro contributo.

Ne abbiamo parlato con la firmataria di questa proposta, l’on. Mirella Liuzzi del M5S, che ci ha spiegato le ragioni alla base di questo provvedimento sulla tutela dei consumatori e del pluralismo dell’informazione in materia di app.

 

Key4biz. Da cosa nasce questa Proposta di legge?

 

Mirella Liuzzi. Nasce da una recente iniziativa internazionale dell’Autorità britannica Office of fair trading e da un’indagine avviata dall’Antitrust italiano sui comportamenti dei gestori dei marketplace virtuali. La Pdl segue queste iniziative con l’intento di fornire adeguati strumenti di protezione per i cittadini, soprattutto minori, obbligando i gestori dei marketplace a fornire precise informazioni – e alcuni di questi già lo fanno su base volontaria – sugli acquisiti inseriti nelle app prevedendo, inoltre, particolari cautele nelle fase del pagamento. Noi abbiamo tradotto queste regole inserendole nel Codice del consumo per garantire la trasparenza degli acquisti in-app. Abbiamo cercato d’essere innovativi in questo settore e portare all’attenzione dell’opinione pubblica pratiche scorrette a danno dei consumatori.

 

Key4biz. L’obiettivo è quindi tutelare i consumatori?

 

Mirella Liuzzi. Assolutamente sì, tutelare i consumatori che spesso vengono ‘ingannati’ con acquisti nascosti, prevedendo precisi obblighi per i gestori dei marketplace di rendere tutto chiaro. Ci siamo mossi dopo aver ricevuto tantissime segnalazioni di app di giochi offerte gratuitamente che però prevedono pagamenti per continuare a giocare. Tanti bambini ignari hanno involontariamente proseguito nel gioco determinando pesanti addebiti sulle carte di credito dei genitori.

 

Key4biz. E cosa prevede la Proposta di legge per proteggere i minori?

 

Mirella Liuzzi. L’obbligo per tutti i marketplace a rendere chiari e trasparenti tutti gli acquisti in-app. Gli utenti devono sapere in modo preciso se ciò che scaricano comporta costi. Noi abbiamo voluto dare un forte impulso in termini di trasparenza perché al momento i consumatori non sono del tutto tutelati, sarà poi competenza della Ue stabilire linee guida più ampie.

 

Key4biz. E per quanto riguarda app e pluralismo dell’informazione?

 

Mirella Liuzzi. La nostra Proposta interviene, infatti, anche su un altro tema strettamente legato al primo: quante volte nell’acquistare un dispositivo, soprattutto Smart Tv, avete trovato precaricata la app di una testata giornalistica? Molti cittadini, piuttosto che eliminare le app preinstallate, le utilizzano, per pigrizia o inconsapevolezza, limitando così il proprio panorama informativo e conoscitivo. Questa pratica oltre che essere idonea a restringere il pluralismo dell’informazione pone seri problemi sul piano concorrenziale.

 

Key4biz. E cosa avete previsto?

 

Mirella Liuzzi. Ogni utente deve essere libero di decidere quale app scaricare sui propri dispositivi. Trovare su tablet o smart tv applicazioni precaricate solo di alcune testate giornalistiche non va bene per il pluralismo dell’informazione. Non è corretto.

 

Key4biz. E per i problemi riguardanti la privacy?

 

Mirella Liuzzi. La nostra Proposta si limita a fornire norme a tutela del consumatore da acquisti indesiderati. Per quanto riguarda la privacy, è una materia di cui già si sta occupando la Commissione europea, ciò non toglie che anche noi come M5S stiamo ragionando alla ricerca di quelle che potrebbero essere le soluzioni migliori per proteggere gli utenti.  

 

Key4biz. La Proposta di legge del M5S coinvolgerà anche chi crea le app?

 

Mirella Liuzzi. No, la nostra Proposta non si rivolge a chi crea app o alle startup innovative che gestiscono le app che non vengono toccate dalle norme predisposte che hanno invece l’intento di garantire maggiore trasparenza su quello che si va a scaricare. Noi crediamo nelle aziende innovative e come M5S abbiamo già fatto precise richieste al governo per incentivare le startup, perché bisogna andare oltre i vecchi modelli di business per fare innovazione a tutto campo.

 

Key4biz. Avete anche pensato a dare una definizione di app elettronica?

 

Mirella Liuzzi. Nella Proposta di legge diamo ‘ufficialmente’ una definizione di app, visto che al momento non esiste: “Un software, porzione di software o insieme di software realizzato per soddisfare una specifica finalità di carattere informativo, ludico o altra natura idoneo a essere utilizzato attraverso dispositivi elettronici fissi o mobili“.

 

 

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