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Milano, ancora proteste contro Uber. Maurizio Lupi convoca i tassisti

Italia


Prosegue a Milano la protesta dei tassisti milanesi partita sabato sera contro il servizio di noleggio con conducente introdotto dalla applicazione per smartphone Uber, finanziata fra gli altri da Google e Goldman Sachs. Per i guidatori di auto bianche meneghini, circa 5 mila, la app che consente di prenotare un’auto con conducente via smartphone aggira illegalmente le leggi che regolano il trasporto pubblico non di linea. E per questo da due giorni sono in sciopero bianco con un presidio a fianco della Stazione Centrale e questa mattina hanno organizzato una protesta in piazza della Scala, sotto Palazzo Marino.

L’obiettivo è convincere l’assessore comunale ai Trasporti, Pierfrancesco Maran, a siglare un’ordinanza che riporti il servizio all’interno di rigidi paletti. Ma dopo la bocciatura da parte del Tar di un analogo provvedimento alcuni mesi fa, il Comune di Milano passa la palla direttamente al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, che ha convocato a Milano i rappresentanti dei tassisti mercoledì 21 maggio. Maran intanto ha già inviato le sue proposte al ministero.

 

Intanto, la Prefettura è intervenuta oggi contro gli scioperi spontanei dei tassisti milanesi, convocando una riunione straordinaria e d’urgenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza Pubblica che ha deciso di attivare “immediatamente ogni attività volta ad identificare e sanzionare le violazioni poste in essere”.

 

Dopo le agitazioni degli ultimi giorni due tassisti sono stati trasportati all’ospedale vittime di lievi aggressioni dopo essere stati investiti.

 

Nelle scorse settimane analoghe proteste da parte dei tassisti contro Uber sono esplose in diverse capitali europee: da Bruxelles a Berlino passando per Barcellona per finire a Londra.  I tassisti con regolare licenza contestano il fatto che gli autisti di Uber si muovano liberamente senza i vincoli che a livello Ue regolano il trasporto pubblico non di linea nel settore taxi e Ncc (Noleggio con conducente). In particolare, gli Ncc che usano Uber dovrebbero fare rientro in rimesa a servizio concluso, un vincolo che secondo i tassisti milanesi ed europei non viene rispettato causando così gli estremi della protesta per concorrenza sleale.   

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