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Netflix, aumenta gli abbonati e alza i prezzi

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Continuano a crescere gli abbonati di Netflix che ha presentato ieri gli ultimi dati annunciando anche un aumento dei prezzi del suo servizio di video streaming, in vista della sua espansione all’estero – in autunno si prevede lo sbarco in Francia e Germania mentre per l’Italia bisognerà aspettare il prossimo anno – e per fronteggiare l’agguerrita concorrenza sul mercato dei contenuti online.

L’abbonamento attualmente è di circa 7,99 dollari (5,79 euro) al mese e dovrebbe aumentare di uno o due dollari.

 

48,35 milioni di abbonati

A fine marzo il gruppo ha raggiunto la soglia dei 48,35 milioni di abbonati contro i 44,65 milioni del trimestre precedente, 12,7 milioni dei quali fuori dagli Stati Uniti, e per questo primo trimestre del 2014 le attese degli analisti sono state superate con un utile di 53 milioni di dollari. Il fatturato risulta, infatti, in crescita del 24% sull’anno a 1,27 miliardi di dollari.

Ad attirare nuovi clienti, secondo il gruppo, anche il lancio a febbraio della seconda stagione del thriller politico ‘House of Cards‘. La prima serie viene trasmessa da qualche settimana in Italia sul nuovo canale Atlantic di Sky.

 

Rincaro dell’abbonamento

Il gruppo sta investendo molto sui contenuti originali come ‘House of cards’ o anche ‘Orange is the new black’ ma la competizione si fa sempre più dura con altri operatori di internet come Amazon o Hulu.

Da qui la decisione, annunciata ieri, di aumentare l’abbonamento mensile di uno o due dollari a seconda dei paesi dove il servizio viene fornito. Il rincaro, che partirà nei prossimi mesi, riguarderà al momento solo i nuovi utenti.

In Irlanda le tariffe sono già aumentate, passando da 6,99 dollari a 7,99 al mese, con la garanzia di mantenimento della tariffa attuale per altri due anni solo ai vecchi abbonati. Una mossa che, come ha riferito il gruppo, ha prodotto “un impatto limitato”.

 

Espansione in Europa

L’espansione di Netflix in Europa – è già presente in Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi e scandinavi – si presenta molto complicata.

In Germania  i broadcaster sono già sulle barricate mentre in Francia, il governo sta trattando con la compagnia, che avrebbe già contattato alcuni produttori per lanciare delle serie originali, ma resta irrisolto il nodo della sede.

La società intende, infatti, mantenere la propria sede a Lussemburgo, che gli permetterebbe una serie di agevolazioni fiscali ma anche di non sottostare ai rigidi paletti fissati dalle leggi francesi, per il finanziamento all’industria culturale.

La situazione è talmente tesa che il Consiglio superiore dell’audiovisivo ha presentato al governo una serie di proposte per riformare le regole, alla luce della forte diffusione dell’offerta di contenuti digitali.

 

Nel Regno Unito, la società si sta espandendo rapidamente, e pare, secondo Bloomberg, che Vodafone starebbe valutando la possibilità di una partnership con Netflix che garantirebbe ai suoi clienti un accesso gratuito ai programmi in streaming per periodo di tempo limitato.

 

Netflix: ‘No alla fusione Comcast-TWC’

Intanto negli Usa continua il dibattito riguardante la net neutrality. Netflix, che aveva già lamentato i termini dell’accordo con Comcast per garantirsi una maggiore qualità di connessione per i suoi utenti, si oppone adesso all’acquisizione di Time Warner Cable per 45 miliardi di dollari. L’operazione, che combina i due principali operatori tv via cavo degli Stati Uniti, consentirà a Comcast e Time Warner, di rappresentare il 30% delle pay tv Usa. Secondo il Ceo di Netflix, Reed Hastings, la fusione – che dovrà essere approvata dalle Autorità Usa – concede al nuovo colosso il controllo di oltre il 60% delle forniture tv online ad alta velocità. Per questo Hastings, in una lettera agli azionisti, chiede alle Autorità di bloccarla. Comcast replica che le accuse di Natflix sono “non accurate“. 

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