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Rai: ascolti giù del 13% a marzo, tiene solo il prime time

Italia


La Rai continua a perdere appeal, lo dicono i suoi ascolti. Ma a pesare sulla Tv pubblica non è solo la perdita di share. Tra il problema della ventilata chiusura delle sedi regionali, i conti in rosso e l’evasione del canone, la Tv pubblica si prepara a rinegoziare la concessione del servizio (scadenza maggio 2016, ndr) in una condizione non ottimale.

La denuncia arriva anche da Stefano Balassone, dirigente storico Rai, che ha pubblicato un editoriale sul quotidiano Europa nel quale evoca uno scenario alquanto pessimista per l’azienda di viale Mazzini, con un’analisi impietosa sulla perdita di pubblico. Una situazione che, secondo Balassone, “il governo non può far finta di non vendere“.

 

Gli ultimi ascolti, del resto, confermano questo trend in calo. Dall’analisi realizzata da Barometro sui dati Auditel, si rileva che dal 16 febbraio al 29 marzo il Totale Rai, nell’intera giornata, si attesta al 37,7% (41,1% del 2013); nella fascia oraria di prime time 20.30-22.30, la Rai recupera al 39,9% (41,9% del 2013), dove la stagione di garanzia è cominciata nella settimana del Festival di Sanremo.

 

Esaminando i dati delle tre TV generaliste del mese Auditel di marzo (al giorno 29), in termini percentuali, nell’intera giornata, il totale Rai si attesta al 36,9% (-3,8 punti di share sul 2013); l’ascolto diminuisce del 13,5% – con Rai1 che scende al 17,6% (-1,9 punti sul 2013) e -13,6% dell’ascolto; Rai2 al 6,2% (-0,9 punti sul 2013) e -16,2% dell’audience; infine, Rai3 perde il 20,4% dell’ascolto medio conseguendo una quota d’ascolto del 6,9% (-1,4 punti). (Infografica)

 

In prima serata, a marzo, il totale Rai perde, sullo stesso mese, del 2013 circa 1,2 milioni di spettatori, con una flessione del 9,8% dell’ascolto e -3,3 punti di share dal 41,5% del marzo 2013 al 38,2% dell’ultimo anno.

Rai1, che a marzo si è avvalsa di 17 serate di fiction al 22,5% di share, è comunque scesa al 19,5% con un calo di 0,6 punti di share, Rai2 e Rai3 registrano, invece, flessioni nell’ascolto del 20% circa, arrivando rispettivamente al 6,4% e 7,3%.

 

Gli ascolti Rai riguardanti il target pubblicitario 15-54 anni, quello per intendersi più ricercato dagli inserzionisti e centri media, evidenzia una caduta dell’ascolto in termini percentuali superiore a quella rilevata sul totale individui. (Infografica)

 

Qualora non vi fosse un’energica svolta nella strategia editoriale, per i prossimi mesi la Rai rischia di non afferrare il treno della ripresa nella raccolta pubblicitaria, visto a gennaio Nielsen aveva misurato per Rai e Mediaset un +1% sul 2013.

 

Chiudiamo l’analisi statistica sui dati Auditel di marzo, esaminando le performance delle 12 reti digitali Rai. Secondo uno studio condotto da Vivaki , la TV non generalista raggiunge una quota di ascolto di circa il 38% (+10% sull’anno precedente). Ebbene, a marzo, nell’intera giornata l’ascolto totale delle 12 reti digitali Rai, è al 6,5% dell’ascolto, incidendo sull’audience del totale Rai per appena il 17%. Vale a dire che l’83% dell’ascolto televisivo della Rai è mantenuto ancora dalle tre reti generaliste. (Infografica)

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