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#ddaonline. ‘Regolamento Agcom un deterrente, ma non inciderà sulla pirateria’. Intervista ad Arturo Di Corinto

Italia


Oggi entra in vigore il nuovo Regolamento Agcom sulla tutela del diritto d’autore online (Scheda). Key4biz ha lanciato per l’occasione lo Speciale #ddaonline.

 

Ne abbiamo parlato con Arturo Di Corinto, scrittore, giornalista e saggista.

 

 

Key4biz. Cosa si attende da questo Regolamento?

 

Arturo Di Corinto. Personalmente ritengo che le nuove disposizioni non aiuteranno in maniera sensibile a contrastare il fenomeno della contraffazione di opere digitali perché la gran parte degli scambi di file coperti da diritto d’autore avviene nel ‘deep web’, cioè in quella porzione maggioritaria della rete Internet cui si accede digitando indirizzi impossibili da ricordare, con software di anonimizzazione, login e password per scaricare i materiali da siti che cambiano continuamente Ip e quindi giurisdizione.

Penso però che, insieme a una campagna educativa fondata sul riconoscimento del valore delle opere creative, possa potenzialmente costituire un deterrente contro il downloading illegale il cui danno economico nessuno è in grado di definire con esattezza, e che presumibilmente sta in capo a vere e proprie centrali del crimine che hanno a valle un circuito di distribuzione fisica degli stessi materiali.

Tuttavia, per quanto io auspichi che serva come deterrente, non ritengo il sistema in grado di assicurarne i protagonisti alla giustizia come purtroppo è accaduto anche nel caso di Kim “dotcom” Schultz. 

 

 

Key4biz. Cosa accadrà operativamente con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento?  

 

Arturo Di Corinto. Dal Regolamento mi attendo un gran numero di contestazioni presso i tribunali della Repubblica. Già oggi due ricorsi contro il regolamento sono depositati presso il Tar del Lazio. Di quello portato davanti ai giudici il 14 marzo si discuterà nel merito tra qualche mese.

Mi aspetto l’individuazione di numerosi “falsi positivi”, cioè di siti denunciati come contenenti materiali protetti che nel frattempo sono stati rimossi o di siti che contengono porzioni di opere illustrative di argomentazioni e discussioni assolutamente legittime.

Mi aspetto anche la creazione di un clima di sospetto e di paura per cui il singolo gestore di un sito amatoriale, non capendo quale sia il limite della riproposizione di opere protette, vi rinunci tout court con grande danno all’economia e alla cultura del remix, quella per cui l’umanità costantemente produce innovazione dal patrimonio culturale preesistente, prosciugando altresì il bacino della libera creatività da cui attingono da sempre le stesse imprese sia in termini di prodotti che di consumatori.

Mi aspetto anche la chiusura di una serie di Internet service provider che non saranno in grado di seguire il tracciamento dei siti pirata in tempo reale e che quindi saranno multati per 258 mila euro e finanche indagati per favoreggiamento.

Mi aspetto anche che dopo le prime segnalazione e i relativi casi giudiziari il Parlamento sarà indotto a legiferare in tempi brevi con una norma primaria di fronte alla quale il regolamento di un’autorità amministrativa, che ha assunto contra-legem le funzioni di regolatore, inquirente e giudicante, diventerà superfluo.

 

 

Key4biz. Pensa che le nuove norme potranno bastare a frenare la pirateria?

 

Arturo Di Corinto. No che non lo penso. Per frenare la pirateria bisogna abbassare i prezzi delle opere soprattutto in ua fase di crisi economica, rendere meno affascinante la guerra ideologica e antimonopolistica di tanti downloader illegali, educare alla creatività e al rispetto del lavoro altrui facendo capire a tutti che dietro un’opera digitale c’è il lavoro vivo delle persone che contribuiscono al miglioramento qualitativo delle opere alla diffusione commerciale delle stesse.

 

 

Key4biz. Sarà in grado l’Agcom di gestire l’intero processo di lotta alla pirateria o sarebbe più utile un intervento del legislatore?

 

Arturo Di Corinto. L’intervento del legislatore più che utile è necessario. Primo, per ridare centralità al Parlamento in una materia che sconfina con diritti costituzionalmente tutelati come il diritto all’informazione, alla critica, alla satira, all’insegnamento, ma anche alla privacy e al giusto processo; secondo, perchè i disegni di legge depositati in parlamento e non ancora calendarizzati, cercano non solo di “bilanciare” quei diritti con il diritto d’autore, ma sottolineano il principio dell’educazione, dell’offerta legale e che in questa materia e hanno come stella polare il principio del “follow the money”, cioè di colpire gli abusi che provocano un effettivo danno economico bloccando i trasferimenti economici verso i “siti pirata”.

 

 

Speciale #ddaonline 31 marzo 2014, vai agli altri articoli:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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