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Rai, sindacati sul piede di guerra: ‘Giù le mani dalle sedi regionali’

Italia


“Giù le mani dalle sedi regionali Rai“, è quello che chiedono i sindacati che si sono mobilitati contro le dichiarazioni del Commissario alla Spending Review, Carlo Cottarelli, che ne ha ipotizzato la chiusura e la messa in vendita in vista di un piano di risparmi che coinvolga appunto la Tv pubblica.

Per la Tv pubblica, ha detto Cottarelli, “credo sia possibile fare qualche risparmio ulteriore: la Rai potrebbe benissimo coprire l’informazione a livello regionale anche senza essere presente in ogni regione con una sede”.

 

Una possibilità che non trova d’accordo neanche il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza, l’on Vinicio Peluffo, che a Key4biz ha dichiarato: “Non possiamo chiudere le sedi regionali. La logica non può essere quella dei tagli lineari di cui parla Cottarelli.”.

 

Usigrai definisce ‘gravissima’ la dichiarazione del Commissario alla Spending Revie: “Il tema della Rai e del Servizio Pubblico non può essere affrontato con questa approssimazione, con ‘un po’ di suggerimenti’ dispensati con imbarazzante faciloneria”.

 

Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil, Snater, Libersind-Confsal, Ugl Telecomunicazioni spiegano che “Le sedi regionali sono essenziali ai fini della concessione di servizio pubblico che verrà rinnovata a maggio del 2016.”

Basta ‘interventi spot’ e ‘sforbiciate’, rilanciano i sindacati, “è giunto il momento di affrontare il tema di cosa rappresenti e cosa debba rappresentare la Rai in maniera approfondita e organica”.

 

Per Peluffo, per fare una corretta politica di risparmi in Rai bisogna “fare investimenti che consentano risparmi e garantiscano efficienze”.

Il capogruppo del Pd in Vigilanza pensa, per esempio, al caso degli studi Rai in affitto a Milano in via Mecenate: “Si potrebbe investire in un’unica sede, legando il progetto al dopo Expo per il quale la Regione Lombardia ha previsto degli stanziamenti“.

Peluffo ha poi ricordato che “nei prossimi mesi le testate regionali Rai dovranno fare gli investimenti per completare il piano di digitalizzazione e la logica non può essere quella dei tagli lineari proposti da Cottarelli”. “Se vengono tagliate le sedi regionali – ha rilanciato Peluffo – dove si faranno i tg?”.

Il parlamentare del Pd ha, quindi, sottolineato che non bisogna dimenticare che “l’informazione locale rappresenta uno dei pilastri del servizio pubblico”.

In questo senso, è necessario ripensare a una politica di risparmi ed efficienze per la Rai così come prevede un emendamento al Contratto di servizio 2013-2015 ancora fermo in Vigilanza ma che per fine mese, ha assicurato Peluffo, sarà licenziato per passare nelle mani del Governo che deciderà se accogliere o meno le indicazioni arrivate dalla Commissione parlamentare.

 

Certamente uno degli aspetti sui quali la Rai dovrebbe intervenire è la lotta all’evasione. Riguardo alla ventilata possibilità che sia coinvolta anche l’Agenzia delle Entrate, Peluffo ha commentato: “Il Contratte di servizio, ha indicato, prevede la costituzione di un tavolo presso il Ministero per lo Sviluppo economico. Sta al MiSE costruire le sinergie con altri ministeri e altri organi dello Stato per contrastare l’evasione. Tutti i soggetti devono essere coinvolti”.  

“Quello che noi abbiamo chiesto in Vigilanza – ha concluso – è che insieme al recupero dell’evasione si consenta si allargare la platea dei soggetti esentati dal pagamento del canone come gli ultra 75enni con reddito annuo di 6,7 mila euro  e le persone colpite da disabilità”. 

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