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#Lcn: la guerra del telecomando, la riassegnazione dei tasti 8 e 9 slitta a maggio (se tutto va bene)

Italia


Slitta di un paio di mesi al 25 maggio, salvo proroga dell’ultima ora, il termine ultimo entro il quale si dovrà sciogliere l’annosa vicenda  dei tasti 8 e 9 del telecomando (c’è anche il 7), la cui assegnazione alle emittenti Mtv e Deejay Tv è stata congelata dal Consiglio di Stato a dicembre dopo il ricorso vinto dall’emittente pugliese Telenorba. Il piano Lcn dell’Agcom del 2013 è nel frattempo congelato, mentre la soluzione del problema è stata affidata al commissario ad acta Marina Ruggieri, professore ordinario di Ingegneria delle Telecomunicazioni all’Università di Tor Vergata, esperta di satelliti. Ruggieri si è insediata formalmente il 24 febbraio scorso, secondo la determinazione pubblicata sul sito dell’Agcom, e ha 90 giorni di tempo “per rideterminare a quali canali l’Agcom, dopo aver svolto un adeguato sondaggio, avrebbe dovuto assegnare nel 2010 le posizioni Lcn 7, 8 e 9, ove avesse correttamente applicato il criterio delle preferenze ed abitudini radicate negli utenti all’epoca dello switch off nella propria regione”. Apparentemente, il commissario non potrà basarsi sulle preferenze attuali dei telespettatori, perché nel merito dovrà giudicare le rilevazioni del 2010. 

 

Non sarà facile per Ruggieri risolvere il problema Lcn. In teoria, il commissario dovrebbe ricostruire oggi la configurazione con cui venivano sintonizzati i canali del telecomando che andavano per la maggiore in epoca analogica, prima dello switch off e del passaggio al digitale terrestre. Partendo da quell’epoca analogica, ormai morta e sepolta, dovrebbe prendere una decisione a partire dalle rilevazioni condotte all’epoca da Demoskopea e dall’istituto Piepoli per conto dell’Agcom nel 2010 e verificare se prima dello Switch-off i telespettatori avevano canali nazionali all’8 e al 9 oppure emittenti locali. Un’era geologica ormai strasuperata, vista la rapidità del progresso tecnologico e il cambiamento dei gusti degli utenti.

Ma dal 2010 ad oggi è cambiato tutto lo scenario del settore televisivo anche dal punto di vista delle coperture delle diverse emittenti, a partire dalla configurazione delle reti analogiche pre-transizione. In altre parole, dovrebbe verificare quanta parte della popolazione era coperta dalle diverse emittenti ad esempio Telenorba, Rete A, La7 ecc.  

 

Il commissario ad acta dovrebbe, in teoria, ricostruire il modo prevalente in cui la gente memorizzava i canali sul telecomando prima del passaggio al digitale e riproporre un nuovo piano Lcn che non penalizzi Telenorba, la prima emittente locale pugliese che si sente danneggiata dall’esclusione dal primo arco di numerazione e che per questo ha fatto ricorso al Consiglio di Stato contro il piano dell’Agcom, vincendolo, e ottenendone il congelamento (che nel frattempo, però, resta in vigore).

 

Nel suo ricorso, Telenorba sostiene che le sue emittenti in Puglia, in epoca predigitale terrestre (lo switch off è avvenuto nel 2012), venivano sintonizzate sui tasti 7 e 8 e in molti casi anche sul tasto 2, alle spalle di Rai 1. Oggi, con il nuovo piano Lcn, Telenorba è scivolata al tasto 10. Un danno non indifferente, sostiene l’emittente locale, anche perché in posizione 8 e 9 ci sono emittenti – Mtv e Deejay Tv – che non sono generaliste né storiche. 

Nelle scorse settimane era spuntata anche l’ipotesi di organizzare un’asta per l’assegnazione dei tasti 8 e 9, ipotesi rispedita al mittente dal commissario dell’Agcom Antonio Preto in quanto impraticabile.

C’è da dire poi che la decisione finale del commissario ad acta potrà comunque essere impugnata al Tar del Lazio, allungando ulteriormente i tempi di entrata in vigore del nuovo piano Lcn. Inoltre, a breve dovranno andare a gara delle nuove Lcn che potrebbero cambiare ulteriormente le carte in tavola.

 

Infine, con il passaggio al nuovo standard DvbT2 del digitale terrestre a bordo dei televisori, previsto per il luglio del 2015, l’Agcom potrebbe tagliare la testa al toro e rivedere tutto. l’Autorità ha la facoltà di rivedere il nuovo (eventuale) piano messo in campo dal commissario ad acta perché ha facoltà di intervenire in base alle mutate condizioni di mercato che si verrano a creare sul mercato in seguito all’introduzione del nuovo standard tecnologico. Insomma, il nuovo piano Lcn rischia di andare ancora per le lunghe e di vedere la luce direttamente nel luglio 2015, dopo l’arrivo sul mercato del DvbT2.   

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