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Pc: i mercati emergenti non bastano più. Prosegue inesorabile il declino

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Un declino inesorabile che si fa più evidente trimestre dopo trimestre. È quello delle vendite di Pc, che nel 2013 hanno segnato un calo del 9,8% a 315 milioni di unità vendute. Un risultato migliore del previsto -10,1%, ma pur sempre la più forte contrazione registrata finora nel comparto, dice IDC.

Anche se i risultati relativi agli ultimi tre mesi dello scorso anno sono leggermente migliori delle previsioni, peggiora l’outlook per i paesi emergenti: anche lì comincia a farsi sentire la concorrenza degli altri dispositivi.

Per il 2014, quindi, è previsto un ulteriore calo del 6,1% a 295,9 milioni di Pc venduti, mentre nel 2018 i Pc venduti dovrebbero essere poco più di 291 milioni.

 

Il calo delle vendite, dicevamo, non toccherà soltanto i mercato maturi dove le vendite passeranno da 133 milioni dello scorso anno a 128,2 quest’anno, ma anche i mercati emergenti, dove si passerà da 181,9 milioni a 167,7 milioni.

“I mercati emergenti sono più colpiti dal rallentamento dell’economia e anche lì i consumatori hanno virato su altri prodotti”, ha spiegato l’analista IDC Loren Loverde.

“Ci aspettiamo – ha aggiunto – che queste regioni recuperino nel medio termine e producano risultati migliori dei mercati maturi, ma l’incremento dovrebbe stabilizzarsi vicino allo 0% invece che generare una crescita dei volumi come è successo in passato”.

 

A influire sulle vendite nell’area asiatica, secondo l’analista Andi Handoko, anche “i cambiamenti politici in India, Indonesia e Tailandia, dove le elezioni che si terranno quest’anno andranno a influenzare le spese della popolazione”.

 

Il futuro dei Pc, insomma, non è dei più rosei a oriente come a occidente.

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