#WebTax, Francesco Boccia: ‘Abolita solo l’Iva. Resta la tracciabilità dei pagamenti voluta da Letta’

Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera, ribadisce che il governo non ha abolito nulla: ‘Ha tenuto il ruling che frutta 137,9 milioni e ha deciso di cancellare solo l’obbligatorietà dell'Iva’.

di Raffaella Natale |

Italia


Francesco Boccia

La rimozione della Web Tax sbandierata dal premier Matteo Renzi riguarda solo un comma e non l’intera disposizione, come si è voluto far credere.

Per meglio dire, il comma riguardante la tracciabilità dei pagamenti (ruling) destinati alle aziende che vendono beni e servizi online, approvato con la legge di Stabilità, è ancora in vigore, mentre Renzi ha rimosso solo il comma che prevede l’obbligo di partita Iva italiana per gli acquisti di pubblicità su internet come risulta dal testo del Decreto approvato venerdì, che Key4biz ha potuto visionare in anteprima, e che sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale questa settimana.

Di seguito l’articolo che scioglie ogni dubbio.

 

Art.21

(Modifica alla disciplina IVA in materia di acquisto di pubblicità on-line)

1. All’articolo 17-bis, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, introdotto dall’articolo 1, comma 33 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: “2-bis. L’entrata in vigore delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2 è subordinata alla previa verifica di compatibilità con il diritto dell’Unione europea.”

 

In attesa di leggere il Decreto per intero, ci pensa direttamente l’on. Francesco Boccia (Pd), presidente della Commissione Bilancio della Camera, padre della Web Tax, a tentare di fare chiarezza su un provvedimento, annunciato con un tweet da Renzi senza alcun dettaglio.

Boccia ha commentato: “Su quella che gli altri chiamano Web Tax, la propaganda la fa ancora da padrona“.

“Pare di capire – ha poi precisato Boccia – che il governo non abbia abolito nulla, ha tenuto il ruling che frutta 137,9 milioni e ha deciso di cancellare solo l’obbligatorietà dell’Iva’.

Il presidente della Commissione Bilancio della Camera, ha aggiunto: “Chi proprio vuole chiamarla Web Tax dovrebbe dire che l’ha approvata cancellando un comma”.

Ragione per la quale, ha indicato Boccia, “I 137,9 milioni approvati da Letta, sono garantiti anche dal Governo Renzi”.

Anch’io spero che l’Europa trovi una soluzione, ma fino ad oggi dal 2006 ha solo prodotto task force e gruppi di lavoro mentre l’elusione continuava ad aumentare‘, ha concluso Boccia, ricordando che le imprese che con la norma sul ruling pagheranno 137,9 milioni, nel 2012 hanno pagato solo 6 milioni di euro.

 

Più precisamente, il primo comma della Web Tax, in vigore dal 1° gennaio, che prevede l’obbligo di tracciabilità dei pagamenti (tramite bonifico bancario o postale) per l’acquisto di pubblicità online porterà nel 2014 nelle casse dello Stato un totale di 137,9 milioni di euro (119,9 milioni di Ires e 18 milioni di Irap), a fronte dei 6 milioni di euro del 2013. Gli effetti finanziari per cassa nel 2015 sono 92 milioni e nel 2016 101,3 milioni.

 

Se fosse entrato in vigore anche l’obbligo di partita Iva italiana, rimosso invece da Renzi, per le aziende attive sul mercato dell’eAdvertising, per fine anno avremmo avuto un gettito fiscale di 500 milioni di euro.

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