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La Francia ci riprova: parte l’iter per abbattere al 2% l’Iva sulla stampa online, ma la Ue alza le barricate

Francia


La Francia ci riprova a ritoccare l’Iva, presentando una proposta di legge ministeriale per abbattere al 2,1% l’aliquota sulla stampa online, contro l’attuale 20%, equiparandola a quella della carta stampata, ma Bruxelles si mobilita.

Il governo lo aveva già fatto per gli eBook, così come il Lussemburgo, decisioni per le quali la Commissione Ue ha deferito i due Paesi davanti alla Corte di Giustizia.

Una misura in cui incorrerebbe anche l’Italia se il Ministro per lo Sviluppo economico, Flavio Zanonato, desse seguito alla sua promessa di ridurre  l’Iva sui libri digitali, annunciata il mese scorso.

Da Bruxelles, una fonte fa sapere che l’esecutivo Ue è pronto a mobilitarsi: “Sono, infatti, due casi simili. La Direttiva sull’Iva vieta un tasso ridotto e ancora meno super ridotto sulla stampa online, considerata come una prestazione di servizio. La Francia violerebbe, quindi, le regole europee e la procedura d’infrazione sarebbe inevitabile”.

 

Bruxelles ha già contattato informalmente Parigi sulla questione e, sempre secondo questa fonte, entro la prossima settimana la Ue ufficializzerà il contenzioso.

 

Ma perché la Francia ha preso questa decisione quando il Ministro alla Cultura Aurélie Filippetti ha sempre detto di voler attendere l’esito della procedura sugli eBook?

Dal governo fanno sapere d’aver voluto anticipare i cambiamenti che l’Ue apporterà per i libri digitali, intervenendo anche sulla stampa, un settore che ha bisogno di nuove regole adatte al digitale.

 

La Francia punta a una modifica della Direttiva Ue sull’Iva dopo le elezioni europee della prossima primavera, interpretando come un segnale favorevole alla riforma, il lancio nel 2012 di una consultazione pubblica su questi argomenti.

Altro fattore incoraggiante, il cambio di marcia della Germania, finora contraria al principio della neutralità tecnologica per i libri così come per la stampa, che adesso sarebbe invece favorevole.  

Parigi ritiene che ciò rimuoverà “il principale ostacolo a una revisione della Direttiva“, rendendo ormai certa la riforma in materia di Iva.

Il dossier sarà uno degli argomenti in discussione nel vertice franco-tedesco in programma il prossimo 19 febbraio.

 

Ma le cose potrebbero non essere così semplici. Entro giugno, infatti, la Commissione Ue dovrebbe rendere pubblico uno Studio sull’impatto che avrebbe la revisione della Direttiva sull’Iva sul mercato.

E’ solo alla luce dei risultati di questo studio che si valuterà l’opportunità o meno di avviare la riforma, anche se la Ue non ha mai nascosto d’essere favorevole. Tanto più che sarà un dossier di cui dovrà occuparsi la prossima Commissione in autunno.

Ricordiamo, però, che se si decidesse di avviare la riforma, sarebbe necessario il voto unanime di tutti i 28 Paesi Ue come prevedono le regole europee per le modifiche riguardanti le norme fiscali. 

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