Key4biz

Mercato unico Tlc, Mercedes Bresso (COR UE): ‘Bozza single market, serve consultazione’

Unione Europea


La commissione EDUC (Education, Youth, Cutlure and Research) del Comitato delle Regioni (COR) dell’UE, presieduto da Mercedes Bresso, chiede alla Commissione Europea di aprire una consultazione pubblica sulla bozza di regolamento del “single market” delle Tlc. La commissione EDUC mette in evidenza il  “carattere prematuro che contraddistingue il pacchetto adottato dalla Commissione Europea – dice Mercedes Bresso a Key4biz –  in particolare perché la Commissione Europea non ha ritenuto opportuno di dar luogo alla consueta consultazione pubblica”.


“La consultazione pubblica cui si fa riferimento non ha nulla a che vedere con il parere che la Commissione EU è obbligata a chiedere al Comitato delle Regioni ogni qualvolta avanza una proposta di regolamentazione implicante in qualche modo gli interessi delle autorità locali e regionali”, aggiunge Bresso.

 

Si tratta invece di una good practice, tipica dei paesi anglosassoni, introdotta da diversi anni dalla stessa Commissione Europea (vedi White Paper on the Good Governance del 2001)  che consiste nell’aprire un dibattito preliminare intorno al draft tra tutti coloro (Stati Membri, Organi Pubblici, Imprese private, ONG, ecc.) che sono portatori di interessi nell’ambito di intervento indicato dalla proposta di regolamentazione.

 

“Purtroppo però, trattandosi solo di una prassi, essa non dev’essere necessariamente attivata dalla Commissione, che rimane sostanzialmente libera di indire o meno la consultazione pubblica”, dice Bresso, aggiungendo che  “Le ragioni per cui questa volta detto meccanismo non è stato attivato sono quasi certamente da cercarsi nell’esigenza espressa dal Commissario Kroes di addivenire all’entrata in vigore del pacchetto TLC prima delle elezioni europee del maggio 2014 – prosegue Bresso – Una procedura di consultazione pubblica richiede un certo tempo, e la sua attivazione in questo contesto avrebbe senz’altro significato uno slittamento dell’adozione del testo definitivo a una data successiva alle elezioni europee”.


La Commissione EDUC critica inoltre il fatto che la proposta di regolazione non tenga in debito conto le specificità normative e de facto presenti nei diversi Stati Membri, “ma è importante chiarire che si tratta di una semplice costatazione sull'(in-)opportunità del contenuto del draft in questione – dice Bresso –   In realtà, in questa fase del processo legislativo europeo, a meno che una consultazione pubblica non sia stata indetta, gli Stati Membri non hanno voce in capitolo, e sta dunque alla Commissione fare le sue valutazioni riguardo al contenuto che si vuole dare al testo normativo“.

 

Nell’ambito del procedimento legislativo di Co-decisione la sede indicata per far valere le opinioni e le priorità degli Stati Membri è il Consiglio Europeo, che essendo Co-legislatore, insieme al Parlamento Europeo “può introdurre emendamenti o addirittura bloccare il procedimento di adozione laddove ritenga che gli interessi della maggioranza degli Stati Membri siano in qualche modo frustrati”, chiude Bresso.

Exit mobile version