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Terminazione fissa: nuova bocciatura della Ue all’Agcom

Italia


Nuova lettera della Commissione europea all’Agcom relativa alle “Misure correttive delle tariffe sui mercati della raccolta, della terminazione e del transito di chiamate su singole reti telefoniche pubbliche in postazione fissa in Italia”.

Nel nuovo richiamo, Bruxelles ha invitato l’Agcom a effettuare il prima possibile una nuova analisi dei mercati della raccolta, della terminazione e del transito di chiamate in Italia.

Nella lettera, la Commissione europea osserva che l’ultima analisi completa di questi mercati risale al 2009, mentre gli obblighi giuridici, ai sensi dell’articolo 16 della direttiva quadro, impongono alle autorità nazionali di regolamentazione di procedere ad una nuova analisi di mercato entro tre anni dall’adozione di una precedente misura relativa a quel mercato.

 

La Commissione osserva che “…l’AGCOM ritiene, pur non avendo effettuato un’adeguata analisi di mercato, che le condizioni di concorrenza sul mercato regolamentato del transito distrettuale permangano invariate rispetto all’analisi di mercato del 2009 data la transizione molto limitata verso le reti completamente IP. Tuttavia l’AGCOM, con una proposta di migrazione de facto, tramite il glide-path proposto, verso una rete completamente IP entro il 1º luglio 2015, mette in moto dei meccanismi che possono avere, prima del luglio 2015, effetti diretti o indiretti sulle condizioni competitive nel/nei mercato/i in questione”.

 

Già lo scorso 7 febbraio, la Commissione europea aveva espresso seri dubbi sul  provvedimento Agcom. In quella fase la Commissione ha ritenuto che lo schema di provvedimento avrebbe creato barriere al mercato interno. In considerazione dei seri dubbi sollevati dalla Commissione e del parere del BEREC in proposito, il 18 aprile 2013 l’AGCOM ha ritirato gli schemi di provvedimenti notificati.

 

Sul provvedimento attuale, 18 ottobre Bruxelles aveva inviato all’Agcom una richiesta di informazioni, a cui l’Autorità italiana ha risposto il 23 ottobre.

 

 

Il testo della lettera inviata dall’Ue all’Agcom

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