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Lotta alla criminalità, online il portale antiriciclaggio

Italia


Contrastare il reato di riciclaggio di denaro sporco con l’ausilio della tecnologia. E’ questo l’obiettivo del nuovo portale www.antiriciclaggioitalia.it, online da oggi, realizzato da Almawave (Gruppo AlmavivA) in collaborazione con la scuola di formazione Academia, specializzata in antiriciclaggio. Il servizio prevede inoltre corsi di formazione obbligatori e la possibilità di chiedere pareri a professionisti online, per agevolare il professionista ad espletare gli obblighi di verifica del cliente che sono previsti dalla normativa e sono assai complessi.  

 

La segnalazione del riciclaggio è un obbligo per gli studi professionali, che sono inoltre tenuti a istituire un fascicolo del cliente per adempiere alla normativa in materia. C’è da dire che il 95% di tutte le segnalazioni all’autorità Antiriciclaggio sono fatte dai notai, in forma anonima, tramite il Consiglio Nazionale del Notariato. Quando c’è il sospetto di qualcosa di illegale, della presenza di un prestanome in operazioni immobiliari ma anche in altri ambiti che toccano il diritto societario, il notaio scrive al Consiglio Nazionale del Notariato, in forma anonima per tutelarsi da eventuali ritorsioni da parte di criminali e malavitosi che altrimenti potrebbero risalire al denunciante. (Disposizioni della Banca d’Italia). 


“Le segnalazioni anti riciclaggio dei notai nel periodo 2008/2012 sono state 2.309 su un totale di 3.394 – ha detto a Key4biz Rosaria Bono, Vicepresidente della Giunta Nazionale di Federnotai – le segnalazioni dei notai nel solo 2012 sono state pari a 1.876. I notai rappresentano il 95% delle segnalazioni complessive”.

 

Molto meno numerose le segnalazioni da parte dei commercialisti, che nello stesso periodo di 5 anni hanno inviato 216 segnalazioni, di cui 76 nel 2012. Infine, gli avvocati ceh dal 2008 al 2012 hanno inviato 37 segnalazioni di cui 4 nel 2012.

C’è da dire che i notai nel nostro paese sono circa 5mila, i commercialisti 130mila e gli avvocati 220mila.

 

Il portale www.antiriciclaggio.it,  per ora è accessibile in prova gratuita in previsione di un abbonamento, è destinato a notai, avvocati, commercialisti, banche, assicurazioni, intermediari finanziari e trader e mette a disposizione una piattaforma di ricerca normativa ad hoc, con tutta la normativa e la casistica collegata all’antiriciclaggio. Una mole corposa di materiale e documenti in materia di antiriciclaggio, il cui accesso è gestito da Iride, un motore di ricerca basato su un sistema semantico di ricerca intelligente. “La normativa antiriciclaggio tocca tantissimi settori – dice a Key4biz l’amministratore delegato di Almawave Valeria Sandei – e tutte le categorie professionali che sono più esposte e che più rischiano di trovarsi di fronte a fenomeni di riciclaggio. La normativa è particolarmente complessa, con implicazioni stringenti di natura amministrativa e penale”.   La tecnologia semantica, basata sull’analisi dei big data di informazioni strutturate e destrutturate, consentirà agli utenti di navigare in una gran mole di dati in tema di antiriciclaggio “come se fossero guidato nella navigazione da un esperto della materia“, aggiunge Sandei.

 

Ad esempio, l’utente potrà effettuare delle ricerche “in linguaggio naturale”, inserendo nel motore di ricerca chiavi di ricerca che superano la semplice keyword. “L’utente potrà così ad esempio inserire nella stringa del motore di ricerca la frase ‘un cliente che svolge operazioni frequenti a costi elevati’ – aggiunge Sandei – a questa richiesta potrà ottenere un set di informazioni normative che per un esperto di antiriciclaggio ha un significato ben preciso, ovvero che quel soggetto sta svolgendo operazioni potenzialmente illecite, perché non correlate al suo profilo”.

 

In altre parole, il motore riporta come risultato un set di documenti che trattano di operazioni potenzialmente illecite.

 

Secondo dati diffusi da Guardia di Finanza, Mise e Banca d’Italia, negli ultimi tre anni e mezzo la Guardia di Finanza ha effettuato 283 ispezioni di studi professionali, che nel 2013 supereranno il centinaio. Nel 2012, a fronte di 103 interventi sono state accertate 71 violazioni penali, legate in primo luogo alla mancata registrazione dei dati o dell’identificazione della clientela.  

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