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Microsoft: fronda anti-Gates in cda

Stati Uniti


Tira vento di burrasca nel cda di Microsoft: tre dei venti maggiori azionisti del gruppo starebbero infatti facendo perchè Bill Gates lasci la carica di presidente dell’azienda che ha fondato 38 anni fa insieme a Paul Allen. Lo rivela il quotidiano The Guardian citando fonti vicine all’azienda.

 

Secondo le ricostruzioni del giornale britannico, i tre azionisti – che insieme controllano il 5% della società – temono che la presenza di Gates in cda possa ostacolare l’adozione di nuove strategie e limitare il campo d’azione del nuovo amministratore delegato che prenderà il posto di Steve Ballmer.

Ballmer, dopo 13 anni alla guida di Microsoft, ha annunciato le proprie dimissioni ad agosto e lascerà l’azienda tra pochi mesi: una decisione maturata in seguito alle pressioni subite sempre dagli azionisti per non essere riuscito a elaborare una strategia di rinnovamento – principalmente nel segmento mobile – in grado di ridare vigore al titolo.

 

Si tratta però della prima volta che Gates diventa pomo della discordia: il suo potere in cda, a giudizio dei tre azionisti, sarebbe sproporzionato in rapporto alla sua quota azionaria che si attesta al4,5% e ne fa, comunque, il maggiore azionista individuale.

Gates, che prima della quotazione in Borsa nel 1986 controllava il 49% della società, immette sul mercato circa 80 milioni di azioni ogni anno. A questo ritmo, fra tre anni non possiederà più azioni.

 

Un’azione Microsoft vale attualmente circa 33 dollari, per una capitalizzazione di 277 miliardi di dollari.

 

Con un valore di 59,5 miliardi di dollari, (+3% sul 2012), Microsoft figura al 5° posto nella top ten dei brand a maggior valore a livello mondiale. Classifica dominata da Apple con un valore di 98,3 miliardi di dollari, in crescita del 28 per cento rispetto al rapporto 2012.

 

E’ da dire però che proprio nel settore dei dispositivi mobili, l’alleanza con Nokia – che il gruppo ha acquistato per 5,44 mld – sta cominciando a dare i suoi frutti: Windows Phone sta infatti guadagnando terreno sui principali mercati europei, con una quota di mercato raddoppiata rispetto allo scorso anno (Leggi articolo Key4biz).

 

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