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Privacy, per Google tempo scaduto. Il Garante francese prepara una super-multa

Francia


Il Garante francese della privacy (Commission Nationale de l’Informatique et des Libertés – CNIL) ha aperto una procedura formale per sanzionare Google a seguito della policy sui dati degli utenti adottata nel marzo 2012 (Leggi Articolo Key4biz). I due punti di vista sembrano inconciliabili, ma questo non sorprende.

A giugno l’Autorità ha dato tre mesi di tempo, scaduti venerdì scorso, alla web company per allinearsi alla legge francese. Parallelamente il Garante agiva di concerto con le Autorità degli altri Paesi Ue. Il gruppo di lavoro G29 – che riunisce i Garanti europei – ha avviato un’azione collettiva ed ogni Stato può procedere autonomamente per risolvere la disputa (Leggi Articolo Key4biz).

 

Google sostiene d’aver inviato una risposta al CNIL, incaricata tra l’altro di seguire tutto il dossier per conto del G29, nella quale spiega la sua posizione. Secondo l’azienda americana, la propria policy sui dati personali è conforme alla legge francese e il motore di ricerca si è già dotato degli strumenti necessari per consentire agli utenti di informarsi sul trattamento dei loro dati.

Il CNIL non è, però, d’accordo perché non ha constatato alcuna modifica nei servizi del gruppo di Mountain View. Il Garante nominerà, quindi, un relatore “al fine di avviare una procedura formale di sanzione come prevede la legge sulla protezione dei dati“.

 

La legge francese prevede una multa di 150 mila euro per l’infrazione. Briciole per Google che nel secondo trimestre 2013 ha generato un fatturato di oltre 14 miliardi di dollari.

Ma nelle ultime settimane il CNIL sta valutando la possibilità di qualificare l’uso dei dati personali da parte di Google come infrazione grave e moltiplicare le sanzioni per il numero degli utenti dei servizi della società. Il che porterebbe la multa a una cifra astronomica: in Francia sono 40 milioni le persone che usano i servizi di Google. Il gruppo americano accetterà? C’è il rischio che il dossier non si chiuda qui, anzi si apra una vera e propria battaglia legale.

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