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‘La grande bellezza’ dei premi alle startup: H-Farm e il Premio Unità

Italia


Proseguiamo con la pubblicazione degli articoli a firma di Antonio Lupetti sul tema delle startup. Come è noto, si tratta di un settore importante nel quale si sono purtroppo manifestati fenomeni di accaparramento indebito di risorse, che rischia di mettere in cattiva luce un intero segmento sul quale occorre invece puntare.

 

L’Italia è il Paese delle gare e dei premi. Sarà che siamo patiti per il calcio, ma di sbandierare trofei non riusciamo proprio a farne a meno. Il 2 settembre 2013 sulle pagine del quotidiano L’Unità è comparso un interessante articolo intitolato ‘Le migliori startup: oggi i premi a Genova’. La storia ve la racconto in due righe. Nell’ambito della festa Democratica che si è appena tenuta a Genova è stato aggiudicato a tre imprese italiane il Premio Unità dedicato alle ‘startup nate in tempo di crisi’ e, riporto testualmente, a ‘giovani imprenditori coraggiosi che hanno sfidato la recessione e piazzato colpi vincenti non solo sul mercato italiano ma anche su quelli internazionali’. Che poi cosa ci azzecchino le startup con certa politica, continuo sempre a chiedermelo.

 

Al primo posto si è piazzata con ‘voto unanime’ della giuria composta dagli economisti Luigi Nicolais, Marcello Messori, Giulio Sapelli e Giancarlo Viesti, H-Farm, uno dei più noti venture incubator italiani situato nelle campagne di Ca’Tron, nella provincia di Treviso. L’amministratore delegato, Riccardo Donadon, è stato uno dei professionisti voluti dall’allora Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, nella task force del Rapporto Startup.

 

La domanda che faccio è una sola. Che senso ha assegnare un premio dedicato alle startup innovative a un gruppo consolidato di aziende come H-Farm, nato nel 2005 (siamo nel 2013…)? Voglio dire, se si trattava di un premio dedicato alle “startup”, se proprio non si voleva guardare troppo lontano, perché non assegnarlo magari a una delle tante startup che orbitano nella galassia dall’incubatore trevigiano?

 

“H-Farm è una di quelle imprese che può ben definirsi un fiore all’occhiello del Paese”. Secondo i dati al 31 dicembre 2012, pubblicamente consultabili dal portale online del Registro delle Imprese, H-Farm Ventures, la holding di controllo del gruppo H-Farm ha all’attivo 37 iniziative imprenditoriali. 8 sono in stato write-off, significa che non hanno raggiunto i risultati sperati nei tempi previsti. In quella che viene definita dall’articolo “la fattoria delle imprese” e “dove si riuniscono centinaia di giovani con tanti progetti innovativi”, le exit sono state 7 di cui 4, cioè più della metà, sono aziende fondate rispettivamente da un senior manager, un partner, un cofondatore e un collaboratore di H-Farm. I nomi, a parte un caso, evocativi della “H-galassia”. H-humus, H-art, H-care e Log607. Le idee delle “centinaia di giovani con tanti progetti innovativi in testa” dove finiscono?

 

Parlando delle imprese vincitrici del Premio Unità, il Presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi ha sottolineato che “queste imprese dimostrano che l’Italia ha tante risorse da mettere in campo per combattere la crisi e guardare avanti. Conosco bene le difficoltà di chi oggi fa impresa. Ma conosco anche il valore dei nostri giovani imprenditori”.

 

H-Farm Ventures, la holding di controllo del Gruppo H-Farm, ha chiuso l’esercizio 2010 con una perdita di 68mila euro. Nel 2011 le perdite sono salite a 1,74 milioni di euro. Alla fine dell’esercizio 2012, le perdite ammontavano a 2,21 milioni di euro a fronte di ricavi pari a zero.

 

Tra le controllate del Gruppo H-Farm, la società Acceleratore ha chiuso il 2012 con una perdita di 1,88 milioni di euro. H-Farm Usa con sede nel Delaware con un rosso di 729mila dollari. H-Farm UK con un rosso di 2.130 sterline. H-Farm India registra un attivo di 1,3 milioni di rupie (circa 18mila euro col tasso di cambio al 31/12/2012).

 

Una nota a parte per la controllata H-Farm Italia. Il bilancio 2012 si è chiuso con un attivo di 933mila euro grazie a una plusvalenza di 1,83 milioni dovuta ad alienazioni. I ricavi si sono attestati intorno ai 119mila euro mentre i costi a della produzione hanno superato i 756mila euro. Il 2011 si era chiuso con una perdita d’esercizio di 1,89 milioni a fronte di ricavi che ammontavano a 1,81 milioni. Dal 2011 al 2012 i ricavi di H-Farm Italia sono passati da 1,81 milioni a 119 mila euro.

 

Nell’esercizio 2012, nessuna delle altre imprese ‘collegate’ ad H-Farm Italia ha registrato un risultato d’esercizio positivo. Le perdite variano da poche migliaia fino a oltre i 200mila euro. Per le altre imprese ‘controllate’ di H-Farm Italia, gli ultimi dati disponibili presenti sul bilancio si riferiscono all’esercizio 2011. In cinque casi su cinque si registrano perdite che vanno da poco più di qualche migliaio fino agli oltre 186mila euro.

 

Ah, i premi. Che grande bellezza.

 

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