Key4biz

Mercato unico tlc, Kroes: ‘Prezzi del rame stabili e regole chiare sulla fibra ottica’

Unione Europea


Sarà l’11 settembre una data ‘fatidica’ per le tlc europee, lo spartiacque che avvierà il rilancio gli investimenti nelle reti di nuova generazione, quelle su cui viaggeranno la gran parte dei servizi del futuro?

La prossima settimana la Commissione adotterà un nuovo pacchetto legislativo che getterà le basi per il mercato unico digitale creando, nelle intenzioni dell’esecutivo, un ecosistema in grado di migliorare la vita dei consumatori digitali e la redditività degli operatori che investiranno nelle infrastrutture.

 

Neelie Kroes, commissario Ue per l’Agenda digitale – anche in seguito ai contrasti con alcuni regolatori nazionali tra cui quello italiano (Leggi articolo Key4biz) – ha ribadito che, vista anche l’assenza di finanziamenti pubblici a sostegno della banda larga, è vitale che chi opera nel settore possa contare su “un sistema stabile e coerente” per poter investire.

 

Nel pacchetto in arrivo, frutto di oltre un anno di consultazioni e aggiustamenti, verrà dunque formalizzata “una serie di principi più stringenti per incoraggiare gli investimenti”, tra i quali quelli che dovrebbero assicurare la stabilità dei prezzi del rame e “una regolamentazione per la fibra che rispecchi la realtà del mercato dando a chi investe in fibra la possibilità di sperimentare costi d’accesso”.

 

Dato che i tempi per il recupero degli investimenti nelle reti di nuova generazione sono di 20-30 anni è necessario, secondo la Ue, garantire ricavi prevedibili ai proprietari delle reti e prezzi altrettanto prevedibili a chi deve accedere alle infrastrutture.

Incentivi necessari per tornare a investire e crescere nonché per raggiungere gli obiettivi che la Ue si è fissata per il 2020.

 

L’attuale sistema prevede che molte società tlc prive di una propria infrastruttura possano affittare l’accesso alle reti in rame degli ex monopolisti per poi offrire i loro servizi ai clienti. Questo sistema svolge un ruolo molto importante per la concorrenza e un uso ottimale delle reti, ma se non funziona correttamente, spiega la Commissione, può avere conseguenze negative.

Se, per esempio, il prezzo dell’accesso è troppo basso, i proprietari delle reti non potranno generare ricavi sufficienti per i nuovi investimenti e gli operatori alternativi non saranno sufficientemente incentivati a realizzare nuove infrastrutture.

Attualmente il prezzo di accesso alle reti in rame varia notevolmente da paese a paese (da 4 a 14 euro al mese per linea): la conseguenza di queste incongruenze – inconcepibili se si parla di mercato unico – è che le aziende non sono incentivate a programmare investimenti di lungo periodo nelle reti di nuova generazione.

A ciò si aggiunge che gli operatori non hanno la flessibilità per sperimentare l’applicazione di canoni di accesso per le reti di nuova generazione.

La Commissione ritiene pertanto che, in alcune circostanze, è possibile evitare un eccesso di regolamentazione e incoraggiare gli investimenti garantendo a chi investe nella fibra la possibilità di sperimentare costi di accesso.

 

 

Exit mobile version