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Fibra ottica, dal MiSE 19 mln per la realizzazione delle infrastrutture in Campania e Friuli Venezia Giulia

Italia


Procede il Piano nazionale per lo sviluppo della banda larga e ultralarga, con l’obiettivo di abbattere il digital divide e rispettare gli obiettivi dell’Agenda italiana e quella europea.

Il Ministero dello Sviluppo economico ha delegato Infratel Italia a indire una procedura aperta relativa all’istituzione di due Accordi Quadro per l’affidamento della progettazione esecutiva e realizzazione di infrastrutture costituite da impianti in fibra ottica per una rete a banda larga in due lotti: Lotto n.1: Campania, valore stimato 15.280.076 euro (IVA esclusa); Lotto n.2: Friuli Venezia Giulia, valore stimato 4.050.000 euro (IVA esclusa).

 

L’importo complessivo dell’appalto – spiega la nota del MiSE – è pari a 19.330.076 euro (IVA esclusa) di cui 562.505 euro per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso e 722.400 euro per spese di progettazione. Il criterio di aggiudicazione sarà quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

 

I lavori prevedono il raggiungimento di oltre 188 aree (220.000 residenti), impiegando 150 addetti per 18 mesi.

L’aggiudicazione dell’appalto sarà effettuata mediante procedura aperta gestita su Piattaforma Telematica accessibile mediante il portale di registrazione gareinfratel.it. Il MiSE consiglia di ultimare l’abilitazione al Portale con 24 ore di anticipo rispetto al termine per la presentazione delle offerte.

 

Il Decreto Crescita 2.0 ha previsto uno stanziamento di 150 milioni di euro per portare la banda larga in aree a fallimento di mercato nel Centro Nord in una logica di attivazione di maggiori risorse regionali e private; 600 milioni di euro per lo sviluppo della banda larga e ultralarga nelle zone meridionali (cifra già disponibile).

L’obiettivo è di agevolare la diffusione della banda ultralarga, semplificando gli adempimenti normativi (es. per le autorizzazioni allo scavo).

Gli operatori di tlc avranno assicurato, precisa la norma, l’accesso alla parti comuni degli edifici per le operazioni di posa della fibra ottica.

 

L’Agenda digitale europea stabilisce che entro il 2020 i Paesi Ue dovranno offrire l’accesso a internet a velocità pari o superiori a 30 Mbp a tutti i cittadini europei, nonché connessioni a 100 Mbp ed oltre alla metà delle famiglie europee.

 

L’Italia, secondo quanto emerge dall’ultimo Rapporto Ue sullo stato di avanzamento dell’Agenda digitale, evidenzia un tasso di utilizzo della banda larga da rete fissa relativamente basso e una scarsa disponibilità di accessi alle reti nuova generazione (Leggi Articolo Key4biz).

Nel 2012, infatti, la rete a banda larga standard copriva il 98,4% delle utenze domestiche in Italia, contro il 95,5% della media Ue. L’accesso alle reti NGN ad almeno 30 Mbps era, invece, disponibile solo per il 14% delle abitazioni mentre la media è del 53,8%.

 

Bruxelles ha chiesto all’Italia di favorire gli investimenti in infrastrutture, al fine di aumentare la disponibilità di banda ultralarga.

L’internet superveloce, sottolinea la Ue, è un requisito essenziale per una crescita economica forte, per la creazione di nuovi posti di lavoro e di prosperità, ma anche per garantire che i cittadini possano accedere ai contenuti e ai servizi che desiderano.

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