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Hulu non è più in vendita. Ecco perché i proprietari hanno cambiato idea

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Quando ormai tutto sembrava pronto per la vendita di Hulu, il sito di video streaming fondato nel 2007 e controllato da 21st Century Fox (ex-News Corp), NBC Universal e Disney, una mossa a sorpresa ha spiazzato tutti.

In un comunicato congiunto, i tre gruppi media hanno annunciato questo fine settimana “la loro volontà di mantenere le loro rispettive partecipazioni in Hulu” e di aumentare il capitale della società con 750 milioni di dollari in modo da “sostenerne la crescita“.

 

Non è la prima volta che accadono episodi di questo genere dalla nascita della piattaforma, considerata uno dei pionieri nell’offerta di servizi a pagamento di contenuti in streaming.

Hulu, grande concorrente di Netflix e Amazon, vanta 30 milioni di visitatori unici al mese e nel 2012 ha generato un fatturato di 700 milioni di dollari.

Dati interessanti che hanno spinto le tre compagnie proprietarie a mobilitarsi per rendere ancora più redditizia l’attività, offrendo al sito mezzi supplementari per la sua crescita.

 

Secondo quanto riportava la scorsa settimana il Wall Street Journal, che citava fonti vicino al dossier, erano tre le offerte ufficiali depositate per rilevare il sito di video on-demand (Leggi Articolo Key4biz).

In pole position c’erano la Tv satellitare DirecTV, che aveva già messo sul piatto 1 miliardo di dollari per la piattaforma. Le altre due proposte d’acquisto provenivano dall’operatore telecom AT&T in partnership con la società guidata da un ex manager della News Corp, Peter Chernin, e da un consorzio di due fondi d’investimento, KKR e Guggenheim Partners.

 

Ma la possibilità che Hulu finisse nelle mani di operatore della Tv via cavo ha, probabilmente, convinto le tre aziende a non vendere anche se qualcuno parla di trattative in corso con Time Warner Cable per cedere però una piccola quota.

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