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M&A, mercato tlc europeo in fermento: nei primi 6 mesi dell’anno operazioni per 60 mld di dollari

Europa


Telecom Italia e 3 Italia non andranno ad allungare la lista delle operazioni di ‘Merger & Acqusition’ che stanno costellando il mercato tlc europeo dall’inizio dell’anno. Come si sa, infatti, la società di Franco Bernabè ha messo la parola fine alle trattative con la divisione italiana del colosso cinese Hutchison Whampoa (Leggi articolo Key4biz).

Il mercato europeo, comunque, è in pieno fermento: nei primi sei mesi di quest’anno sono già stati conclusi accordi per 60 miliardi di dollari, una cifra quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno e che rappresenta un picco da 10 anno a questa parte.

Secondo dati elaborati da Dealogic e resi noti dal Wall Street Journal, la cifra rappresenta il 18% di tutte le fusioni e acquisizioni nel continente, più che in qualsiasi altro settore.

Il consolidamento continuerà, secondo gli osservatori, visto che gli operatori mobili devono trovare il modo di ampliare la loro offerta di servizi, di finanziare gli investimenti nell’aggiornamento delle reti e di contrastare la stagnazione dell’economia che sta portando alla costante erosione dei loro ricavi.

 

“I mercati telecom europei sono sempre più competitivi e gli operatori devono continuare a differenziare le loro offerte e a riposizionare i loro portfoli per far fronte ai continui cambiamenti tecnologici”, ha sottolineato Cyrus Kapadia, della banca d’investimenti Lazard.

 

Esempio lampante di questo trend, l’acquisizione da 7,7 miliardi di euro in contanti di Kabel Deutschland da parte di Vodafone (Leggi articolo Key4biz): se l’operazione sarà finalizzata, si tratterà della maggiore acquisizione di Vodafone in Europa.

L’ulteriore consolidamento del mercato dipenderà però anche dall’allentamento del quadro regolatorio del settore, come chiesto dagli operatori tlc alla Commissione, che dovrebbe presentare le sue proposte entro settembre, nell’ambito del progetto di realizzazione del mercato unico digitale.

In Europa convivono troppi operatori ed è impossibile, restando così le cose, raggiungere le necessarie economie di scala per competere con i player asiatici e statunitensi.

“Il punto è proprio la scala – ha evidenziato l’analista Alex Bhak di Bain & Co – Se non sei il numero 1, il numero 2 o nel peggiore dei casi il numero 3 del mercato, sentirai inevitabilmente la pressione di consolidare”.

 

E le telco straniere hanno fiutato l’odore di possibili affari: in lizza per l’acquisizione di Kabel c’è anche la statunitense Liberty Global, attiva in 12 paesi Ue e che lo scorso anno ha acquisito Virgin Media per 23 miliardi ed è in trattative per portare al 58% la propria quota nell’operatore via cavo belga Telenet Group.

I cinesi di Hutchison Whampoa, che si sono visti chiudere la porta da Telecom, hanno invece concluso l’accordo per comprare la divisione irlandese di Telefonica per 850 milioni di euro. Lo scorso anno, Hutchison Whampoa aveva acquisito Orange Austria per 1,3 miliardi.

 

America Movil, del tycoon Carlos Slim (l’uomo più ricco del mondo), lo scorso anno è entrato nel mercato europeo acquisendo quote in KPN e Telekom Austria.

 

L’Europa è anche nel mirino del colosso Usa AT&T che potrebbe avere nel mirino l’ingresso nel capitale di Telecom Italia, ma anche l’acquisizione di EE, joint venture attiva nel Regno Unito e nata dalla fusione delle attività mobili di Orange e Deutsche Telekom.

 

Deutsche Telekom, a sua volta, guarda all’est Europa, mentre Vodafone potrebbe finanziare una nuova ‘campagna acquisti’ in Europa se riuscisse a pervenire a un accordo col partner americano Verizon Communications per la vendita della quota in Verizon Wireless, valutata oltre 100 miliardi di dollari.

 

 

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