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Agenda digitale, ancora poco chiare le competenze per la sua attuazione

Italia


S’è tornato a parlare di Agenda digitale e Agenzia per l’Italia digitale oggi in Parlamento dove il Sottosegretario Giovanni Legnini ha risposto all’interpellanza urgente presentata dal Pd.

In particolare al Governo il Pd ha chiesto quali iniziative urgenti intenda assumere per assicurare una più rapida attuazione dell’Agenda digitale, a partire dall’emanazione dello statuto dell’Agenzia guidata da Agostino Ragosa. Perché si continuano ad accumulare ritardi sebbene si continui a dire che l’informatizzazione è importante per questo Paese?

Al centro dell’interpellanza, di cui è primo firmatario Paolo Coppola e che è stata illustrata da Lorenza Bonaccorsi, anche la cabina di regia per l’Agenda digitale, la necessità di accelerare nella copertura in banda ultra larga e il provvedimento riguardante il Wi-Fi.

 

Legnini ha sottolineato che il Governo Letta ha posto tra i propri obiettivi prioritari la modernizzazione dei rapporti tra PA, cittadini e imprese, nel quadro dell’Agenda digitale europea.

“In tale ottica – ha ribadito – il recentissimo decreto-legge n. 69 del 2013, cosiddetto Decreto del Fare ha inteso snellire la governance dell’Agenda digitale nel suo complesso, rafforzando il ruolo di impulso e coordinamento della Presidenza del Consiglio dei ministri”, proprio per favorire una più rapida attuazione dell’Agenda digitale.

 

Il Sottosegretario ha, quindi, spiegato che il nuovo impianto normativo ridisegna i compiti e la struttura organizzativa della cabina di regia, che ora è presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri, e viene rafforzata con l’istituzione di un tavolo permanente per l’innovazione e l’Agenda digitale, composto da esperti e presieduto da Mister Agenda digitale, Francesco Caio (Leggi Articolo Key4biz).

 

In secondo luogo, il decreto semplifica la disciplina, prevista dal Decreto Crescita, in tema di vigilanza e funzionamento dell’Agenzia per l’Italia digitale. Inoltre, il provvedimento approvato intensifica, ulteriormente, gli interventi di digitalizzazione della PA per la razionalizzazione e la riduzione della spesa pubblica. In particolare, si accelera la realizzazione e diffusione del fascicolo sanitario elettronico del cittadino, dando un ruolo più operativo all’Agenzia, e del domicilio digitale che consente al cittadino di ricevere ogni comunicazione da parte delle pubbliche amministrazioni esclusivamente per via telematica, nonché la razionalizzazione dei centri di elaborazione dati della pubblica amministrazione.

 

Legnini ha ricordato anche che, come auspica la Bonaccorsi, la nuova disciplina liberalizza il Wi-Fi e, per favorire la maggiore diffusione come avviene in molti Paesi europei, non è più richiesta la identificazione personale degli utilizzatori, fermo restando l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento (Leggi Articolo Key4biz).

 

Parzialmente soddisfatto Coppola che ha replicato: “Ci lascia perplessi il fatto che dopo avere avuto una cabina e un’Agenzia“, adesso, con il Decreto Fare, “abbiamo aggiunto anche un tavolo e un commissario”. “Quello che è stato fatto finora non è sufficiente e anche gli ultimi interventi rendono non chiarissimo il livello di conoscenza di chi sta portando avanti le azioni per l’attuazione dell’Agenda digitale“.

 

Coppola è, quindi, entrato nel merito della norma che prevede la liberalizzazione del Wi-Fi, commentando che “il riferimento al login del MAC Address è del tutto inutile“, perché si tratta di “un numero che può essere facilmente falsificato” e “inserito in maniera errata” nell’ambito della legge.

 

Per il deputato del Pd le norme finora emanate non sono sufficienti, “se non vengono accompagnate da una forte, chiara e determinata volontà politica di modificare i processi all’interno della pubblica amministrazione, per trarre pieno vantaggio dalla rivoluzione digitale”.

 

Bisogna intervenire ad ampio raggio, ha detto Coppola, indicando che un altro problema, sul quale ha però riconosciuto l’interessamento di Legnini, “è quello dell’assurda differenza tra l’applicazione dell’IVA nell’editoria elettronica e quella dell’editoria tradizionale”.

Ma ve ne sono molti altri di interventi da fare, come, per esempio, lo spingere sull’utilizzo dell’e-procurement all’interno della PA, come gli open data…

 

Sull’argomento è intervenuta anche Enza Bruno Bossio (Pd), IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni presso la Camera dei Deputati, che ha Key4biz ha espresso la propria soddisfazione, perché con il Decreto Fare, approvato sabato 15 giugno dal governo, s’è in parte risposto alle motivazioni contenute nell’interpellanza urgente depositata dal Pd l’11 giugno, di cui è stata firmataria.

Questa interpellanza urgente è stata depositata prima che il governo approvasse il Decreto Fare che mi sembra rappresenti già in parte una riposta positiva alle nostre richieste, specie nella parte che riguarda la governance“, ha commentato la Bruno Bossio a Key4biz.

“Ovviamente non siamo ancora tranquilli, perché c’è bisogno della necessaria copertura finanziaria per fare investimenti importanti nella semplificazione e dematerializzazione”.

 

Riguardo alla nomina di Mister Agenda digitale, Francesco Caio, la Bruno Bossio s’è detta favorevole, perché si tratta di un manager “esperto di queste tematiche“.

“Mi auguro – ha, però, aggiunto – che possa effettivamente dedicare a questo impegno più di quanto abbia lasciato presagire finora“.

“E’ tempo – ha concluso Enza Bruno Bossio – di passare sostanzialmente all’effettiva attività soprattutto per i risultati fondamentali dell’agenda digitale”.

 

Oggi a Montecitorio, Legnini ha riposto anche all’interpellanza presentata dal gruppo SEL, primo firmatario Gennaro Migliore, che in particolare chiedeva di rispondere sui gravi ritardi dell’Italia nella diffusione della banda larga, come risulta dall’ultimo Rapporto presentato dalla Ue (Leggi Articolo Key4biz), e sulla notizia di stampa di un’esposto-denuncia contro Agostino Ragosa per il suo operato nell’Agenzia digitale.

 

Legnini s’è però limitato a rispondere sulla diffusione di internet Italia, non affrontando, secondo il deputato del SEL, l’argomento che era centrale nell’interpellanza, vale a dire l’esposto-denuncia contro Ragosa.

“Nell’interpellanza – ha detto Migliore – avevamo chiesto  chiesto qual è l’intenzione del Governo sulla vicenda che riguarda l’ingegner Ragosa. Lei non ha risposto“.

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