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Sanità e cloud: la privacy sia cardine, non freno del processo di digitalizzazione

Italia


Il processo di digitalizzazione della sanità è un’evoluzione imprescindibile e necessaria per offrire servizi di migliore qualità ai cittadini e per utilizzare al meglio i soldi dei contribuenti e non deve essere frenato da irreali impedimenti dovuti alle leggi sulla privacy.

Come tutti i settori economici, anche la sanità può e deve fare tesoro dei vantaggi generati dalle nuove tecnologie, come il cloud, ovviamente nel rispetto di dati che – soprattutto in questo settore – vanno a toccare direttamente lo stato di salute dei cittadini.

Le leggi ci sono e sono fondamentali per tutelare quello che è uno dei diritti più vituperati dell’era digitale. Certo, servono degli aggiustamenti, ma nessuna di queste frena l’adozione delle tecnologie più avanzate, che consentono alle strutture sanitarie di ottimizzare i costi e migliorare i servizi.

 

È questo il messaggio emerso in occasione della presentazione ufficiale del ‘Manuale pratico su protezione dei dati e cloud computing nella sanità’, nato dalla collaborazione fra l’Istituto Italiano per la Privacy, Federsanità-ANCI e Microsoft, presentato presso la sala conferenze del Garante privacy a Roma.

Il manuale intende proprio sfatare il mito dell’incompatibilità tra soluzioni cloud e privacy in settori sensibili come quello sanitario.

Per il Garante Antonello Soro, è innegabile l’impatto delle nuove tecnologie sull’efficacia e la qualità delle cure: “…è quindi necessario sostenerle e valorizzarle in modo da semplificare le procedure per i cittadini e ottenere un abbassamento complessivo dei costi”, purché tutto ciò avvenga all’interno di garanzie solide e precise per la riservatezza dei dati.

“Nella sanità elettronica, in particolar modo, la protezione dei dati è indispensabile e costituisce anche uno strumento per consolidare la fiducia degli utenti verso il Ssn”, ha aggiunto Soro.

Anche da Enzo Chilelli, direttore di Federsanità Anci ha ribadito che la tutela della privacy “deve costituire un cardine nei processi di digitalizzazione”, ma non un freno, come ha affermato Luca Bolognini, presidente dell’Istituto Italiano per la Privacy, secondo cui “…digitalizzare i processi di cura e la documentazione sanitaria si può e si deve, come confermano anche le più recenti innovazioni legislative, e farebbe male chi non prendesse in considerazione soluzioni come il cloud computing, che massimizzano l’efficienza ottimizzando i costi, adducendo invece fantomatici impedimenti dovuti alle leggi privacy”.

Bolognini ha quindi sottolineato la necessità di rivedere alcune norme, quale quella che impone che l’acquisizione dei dati dei pazienti in dossier e fascicoli sanitari elettronici avvenga in maniera facoltativa e subordinata al consenso preliminare degli interessati “quando ormai sappiamo che i documenti nascono digitali e non su carta”.

“Tutto questo non significa affatto che il cloud computing non possa costituire la migliore soluzione tecnica per la gestione dei dati dei pazienti: anzi, andare sulle nuvole può finalmente rappresentare l’occasione giusta, per molte strutture sanitarie italiane, per fare mente locale e mettersi in regola con gli adempimenti privacy”, ha concluso Bolognini.

 

Per Elena Bonfiglioli, Direttore Mercato Sanità, Microsoft EMEA, “…il cloud è una realtà imprescindibile per far fronte ai nuovi bisogni sanitari e sociali dei cittadini italiani ed europei. Per questo è fondamentale la collaborazione tra fornitori di tecnologie, di servizi sanitari e le Istituzioni. Questo vademecum è un primo passo concreto e attuabile per dimostrare che il cloud computing in sanità è il presente e non il futuro, per costruire la sanità europea del 2020”. 

 

Federico Bergaminelli, consulente privacy di Federsanità Anci ha infine ricordato l’importanza di comunicare efficacemente l’importanza di queste innovazioni ai cittadini e di realizzare un ineccepibile sistema di contrappesi: “…la prima misura a tutela della sicurezza è proprio una corretta informazione. E’ necessario trovare l’adeguato bilanciamento nella gestione dei dati”.

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