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Trattati di libero scambio e audiovisivo, Barroso riceverà i rappresentanti del mondo del cinema

Unione Europea


L’eccezione culturale europea sarà al centro dell’incontro che il presidente della Commissione Ue José Manuel Barroso avrà l’11 giugno con una delegazione composta dai registi Daniele Luchetti, Lucas Belvaux, Costa Gavras, Cristian Mungiu, Radu Mihaileanu, e dall’attrice Bérénice Bejo. La delegazione incontrerà sempre nella stessa giornata anche i gruppi parlamentari europei. Subito dopo ci sarà una conferenza stampa al Parlamento europeo.

 

I membri della delegazione sono tra i 6.400 firmatari della petizione con la quale gli operatori del cinema chiedono l’esclusione dell’eccezione culturale dall’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti.

La petizione è già stata firmata da circa 80 registi, tra i quali il recente premio Oscar Michael Haneke (“Love”), il danese Thomas Vinterberg, i francesi Michel Hazanavicius (“The Artist”), Eric Toledano e Olivier Nakache (“Intoccabili”), ma anche lo spagnolo Pedro Almodovar, i britannici Ken Loach, Mike Leigh, Stephen Frears e l’americano David Lynch.

 

All’ultimo Festival di Cannes, l’eccezione culturale europea è stata difesa anche da due americani di rilievo: il produttore Harvey Weinstein, che ha pure firmato la petizione, e il presidente della giuria Steven Spielberg.

 

Martedì in Italia le associazioni di settore e gli attori hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio Enrico Letta per chiedere che anche il nostro Paese prenda posizione insieme agli altri Paesi europei a favore dell’esclusione di cultura e audiovisivo dal Trattato di libero scambio tra Ue e USA (Leggi Articolo Key4biz).

Tra i firmatari della lettera anche Rai e Mediaset, Confindustria, le organizzazioni dei lavoratori, i premi Oscar Roberto BenigniBernardo BertolucciGabriele Salvatores e Giuseppe Tornatore.

 

A marzo scorso, la Commissione europea ha dato il via libera all’avvio dei negoziati, includendo nel mandato anche il settore audiovisivo. Il mandato deve ancora essere approvato dagli Stati membri che l’esamineranno il prossimo 14 giugno in occasione del Consiglio Ue dei Ministri competenti. Secondo il Financial Times, la Francia avrebbe minacciato di bloccare le trattative se la cultura, e quindi anche musica e film, non saranno escluse.

 

Le associazioni italiane che operano nella filiera del cinema nella missiva indirizzata a Letta hanno lanciato l’allarme, evidenziando che “La liberalizzazione del mercato dei servizi audiovisivi abbatterebbe radicalmente e repentinamente il valore aggiunto generato dalle attuali filiere distributive del prodotto in tutta Europa, con danno per le imprese locali derivante da riduzione degli scambi sul mercato interno europeo, depressione della domanda di prodotto non mainstream e scarsissima capacità di accesso allo scaffale dei prodotti nazionali”.

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