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Copia privata, Moavero Milanesi: ‘Italia in linea con la Direttiva Ue su Diritto d’autore’

Italia


“La normativa italiana è in linea con le raccomandazioni riguardanti la copia privata e la riproduzione“. Lo ha dichiarato a Bruxelles, al Consiglio Competitività, il Ministro agli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, intervenendo in merito alla riforma del diritto d’autore avviata dalla Commissione Ue.

Lo scorso anno, il Commissario Ue per il Mercato interno Michel Barnier ha incaricato Antonio Vitorino di elaborare una serie di raccomandazioni sulla copia privata e il compenso per la riproduzione.

Presentate lo scorso gennaio, queste proposte invitano gli Stati membri a un’armonizzazione dei prelievi, ma anche a prevedere sostegni agli investimenti e agli sforzi creativi degli aventi diritti.

 

A Bruxelles s’è però registrata una spaccatura: Francia e Belgio vogliono solo le riforme strettamente indispensabili, preservando l’eccezione culturale; Irlanda, Regno Unito, ma anche Cipro, Lussemburgo, Malta e Spagna sono a favore delle riforme proposte dal Rapporto Vitorino. Altri Paesi non hanno ancora una posizione precisa (Leggi Articolo Key4biz).

 

La posizione dell’Italia è stata illustrata dal Ministro per gli Affari europei che, in merito all’eccezione per la copia privata, ha sottolineato che l’articolo 5 della Direttiva 2001/29/CE risulta “sufficientemente chiaro e flessibile” e garantisce un “buon margine d’interpretazione“, oltre a essere “coerente con la giurisprudenza della Corte di Giustizia fino a oggi diffusa”.

L’Italia, ha quindi precisato Moavero Milanesi, ritiene che “possano essere intraprese delle azioni, a livello nazionale ed europeo, utili ad attuare le raccomandazioni, specie in quei Paesi che se ne distaccano e noi, per una volta, non siamo tra questi“.

 

Il Ministro per gli Affari europei ha però fatto alcune precisazioni riguardo al progetto di modifica della Direttiva nella parte riguardante la gestione collettiva dei diritti d’autore.

“Il nostro parere – ha spiegato – è che potrebbero crearsi elementi di discriminazione tra società di gestione collettiva dei diritti d’autore di tipo tradizionale e altre tipologie di enti, pur sempre imprese, che svolgono gli stessi compiti su base commerciale”.

Moavero Milanesi ha, pertanto, chiesto alla Commissione “una specifica attenzione su questo punto”, per evitare “trattamenti differenziati per prestazioni equivalenti da parte di entità formalmente diversi, ma sostanzialmente in competizione tra loro sul mercato”.

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