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Letta a Barroso: ‘Più crescita, meno rigore’. Ma senza innovazione non si cresce

Italia


Lavoro e occupazione al centro degli incontri del neo premier Enrico Letta che in questi giorni ha avuto un’agenda fitta di appuntamenti. Nella prima mattina di oggi ha incontrato a Bruxelles il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, con il quale ha parlato di crisi sociale ed economica oltre che del debito italiano, per illustrare i punti qualificanti del nuovo programma di governo.

Letta è tornato su quanto detto ieri a Parigi, dove ha visto il presidente Francois Hollande, e martedì a Berlino al vertice col Cancelliere Angela Merkel, sul problema più spinoso per il nostro Paese, la disoccupazione giovanile.

Il presidente del Consiglio ha raccolto il sostegno di Hollande nella richiesta di un maggiore impegno dell’Europa sui temi della crescita, molto più tiepida invece la Merkel che non ha dato segnali di apertura da parte della Germania verso un approccio meno rigoroso delle politiche di risanamento dei paesi ad alto debito della Zona Euro.

 

Soddisfatto, invece, il presidente del Consiglio UE Herman Van Rompuy che ha espresso apprezzamento per la visita del premier italiano a Bruxelles subito dopo il voto di fiducia “chiaro segno dell’impegno a continuare a lavorare in stretta cooperazione con l’Unione Europea”.

 

Subito dopo l’incontro con Barroso, Letta ha commentato d’aver detto al presidente della Commissione “quanto siano forti le speranze di combattere la disoccupazione giovanile che è il vero incubo del nostro paese e dell’Europa”.

 

Letta ha confermato la propria volontà di mantenere gli impegni con la Ue ma di voler “far crescere il Paese. Nelle prossime settimane presenteremo a Bruxelles il piano per rispettare tali impegni. Torno a Roma più ottimista di quando sono partito perché ho visto che c’è la consapevolezza comune che l’Europa venga vista come strumento di risposte positive e il governo deve fare la sua parte Faremo in modo che il consiglio europeo di giugno dia segnali concreti, specie contro la disoccupazione giovanile”.

 

Barroso ha espresso apprezzamento per l’impegno di Letta a mettere in ordine il bilancio.

“Ridurre il debito – ha detto – per l’Italia è una necessità ma sono fiducioso del fatto che l’Italia uscirà dalla procedura per il deficit eccessivo. Contiamo di avere delle rassicurazioni entro giugno dal governo italiano”.

Il presidente della Commissione Ue s’è trovato d’accordo nel preferire un piano che guardi più alla crescita e all’occupazione giovanile, puntualizzando però che servono “sforzi a livello nazionale”.

 

“La stabilità politica sta tornando a regnare in Italia“, ha commentato Barroso, aggiungendo che “la stabilità è una precondizione vitale” per le riforme e per le misure “indispensabili per la crescita“, che si possono attuare solo “con finanze pubbliche sane e in buone condizioni”.

 

Letta ha assicurato che i programmi verranno mantenuti e nei prossimi giorni si entrerà nel dettaglio per la fattibilità degli obiettivi fissati.

“Ho confermato a Barroso – ha sottolineato il premier – l’impegno a mantenere gli impegni assunti dal precedente governo con la Commissione Ue”.

 

Le premesse sono buone, resta ora di vedere in concreto il programma e verificare nei fatti come il nuovo governo intenderà risolvere il nodo dell’occupazione e se, come ha detto Letta Bruxelles, si porteranno avanti le iniziative già avviate dall’esecutivo Monti, specie per l’Agenda digitale.

Chi aspettava, infatti, di capire come si muoverà l’Italia in questo settore deve ancora accontentarsi di quanto annunciato da Letta nel suo discorso alla Camere per la fiducia e sperare che ci sia la consapevolezza che non può esserci lavoro senza investimenti in innovazione, ricerca e sviluppo (Leggi Articolo Key4biz). Solo così l’Italia potrà tornare a crescere e a guardare avanti come Paese degno di stare nella Ue.

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