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Mercato unico digitale. Roberto Viola: ‘Nel nuovo pacchetto Ue misure concrete per lo spettro’

Europa


L’armonizzazione delle regole per la gestione dello spettro in Europa sarà un passaggio fondamentale per la realizzazione di un vero mercato unico digitale, anche se gli ambiziosi piani della Commissione in questa direzione potrebbero scontrarsi con l’opposizione di diversi Stati membri.

Una prima bozza del piano Ue per il mercato unico digitale verrà presentata dal Commissario Neelie Kroes entro la fine di giugno, così da potere avere il tempo di discutere le proposte coi governi e completare l’iter prima della fine di questa legislatura europea.

Intervenendo all’ETNO-MLex Regulatory Summit 2013, Roberto Viola, vicedirettore generale della DG Connect è stato chiaro sul tema dello spettro: “Gli operatori devono avere un passaporto valido per poter offrire i loro servizi e questo si collega a un quadro normativo più armonizzato”.

L’ex segretario Agcom ha confermato che il nuovo pacchetto di regole per il mercato unico digitale includerà “misure concrete” che interesseranno la gestione dello spettro radio in Europa. Misure che inizialmente si voleva inserire in un documento separato.

 

Lo spettro radio è una risorsa finita e preziosa di cui la Ue deve assolutamente massimizzare il valore, per garantire il sostegno ai nuovi servizi che su di esso poggiano. Già oggi, solo in Europa, lo spettro radio supporta 3,5 milioni di posti di lavoro e attività economiche per oltre 250 miliardi di euro all’anno, compresi i servizi a banda larga senza fili.

 

Secondo Viola, però, gli Stati membri sono “avidi di spettro” e dimostrano così una scarsa lungimiranza.

“Se gli americani ci dicessero che la città di Tucson utilizza un piano frequenze diverso rispetto alle altre città, lo troveremmo quanto meno bizzarro ma è effettivamente quanto accede ora in Europa”, ha spiegato Viola, sottolineando che le nuove regole cercheranno di armonizzare i piani di roll-out dello spettro e la durata dei contratti.

 

Anche il Commissario Kroes, lo scorso febbraio, ha lanciato una frecciatina a quei governi che “considerano le aste solo un modo per fare soldi invece che considerare l’assegnazione di questa preziosa risorsa una questione di interesse pubblico perchè strettamente legata ai prezzi praticati ai consumatori e agli investimenti nelle reti”.

Nel caso dell’assegnazione dello spettro, inoltre, la Kroes ha segnalato il “caleidoscopio di regole e pratiche diverse nella Ue”.

Un tale “pasticcio…sta uccidendo l’economia”, ha aggiunto, sottolineando che la Corea del Sud conta già più abbonati 4G dell’Europa.

 

Per la Kroes, il successo o il fallimento nel wireless non avviene per caso: “una disponibilità di spettro frammentata vuol dire un mercato frammentato. Ma lo spettro del dividendo digitale – che permette un roll-out a buon mercato e un’ampia copertura – è attualmente utilizzato solo in alcuni Stati membri. E, in media, i governi nazionali hanno assegnato solo il 65% dello spettro armonizzato. Ciò vuol dire occasioni mancate per milioni di cittadini”.

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