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Bitcoin: tra attacchi hacker e problemi ai sistemi di scambio. Vicino il collasso della moneta virtuale?

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La valuta virtuale Bitcoin è scesa ieri da un valore di 145 dollari a 117 dollari in seguito a dei guasti che hanno interrotto il funzionamento di Mt. Gox, il principale mercato di scambio della moneta.

Un’interruzione dovuta “all’alto volume di scambi che ha causato un ritardo nelle negoziazioni e nelle cancellazioni degli ordini”, ha spiegato Mt Gox.

Smentita la notizia di un attacco hacker a Mt. Gox che oare dunque sia crollato sotto il peso del forte interesse per i Bitcoin, un po’ com’è successo ai sistemi informatici del Nasdaq il giorno della quotazione di Facebook.

 

Pare invece che un attacco lo abbia subito il sito di Instawallet, uno dei diversi siti intermediari che fungono da ‘portafogli’ online per acquistare e conservare Bitcoin.

Al momento, il sito spiega di essere a lavoro per risolvere il problema e sottolinea che il servizio è “sospeso a tempo indeterminato fino a quando non saremo in grado di sviluppare un’architettura alternativa. Qualcuno è entrato nel nostro database in modo fraudolento e a causa della natura di Instawallet è impossibile aprire il servizio così com’è”.

Chi aveva conservati dei Bitcoin sul sito, sarà comunque risarcito.

 

L’attenzione, insomma, è alta sia da parte di chi è alla ricerca di un bene rifugio dalle attuali turbolenze economiche, ma anche da parte degli hacker, soprattutto in seguito alla massiccia copertura mediatica riservata al nuovo ‘fenomeno’ Bitcoin nelle scorse settimane, in seguito alla crisi cipriota e ai timori che potesse esserci un esteso contagio ad altri paesi europei.

 

Ne viene fuori, comunque, che “il valore dei Bitcoin è molto sensibile alla copertura mediatica” ha scritto il giornalista finanziario Felix Salmon in un post in cui sostiene che i Bitcoin sono solo una nuova bolla e la crescita dell’interesse potrà solo causare un’accelerazione della sua esplosione.

 

Il controvalore economico dei Bitcoin in circolazione è raddoppiato in poche settimane, arrivando a 1,5 miliardi di dollari.

Il valore della moneta, che non è distribuita da un’autorità centrale, ma è scambiata in modalità peer-to-peer, è determinato solo dalla speculazione.

Più attenzione genera più domanda e spinge le persone che già possiedono Bitcoin a tenerseli aspettando che il valore salga. Questo ne riduce la disponibilità sul mercato e fa salire il prezzo, aumentando a sua colta l’attenzione che fa salire la domanda e incoraggia l’accaparramento di Bitcoin”, ha spiegato Zachary Seward, Senior Editor di Quartz.

 

Per Jim Angel, docente della Georgetown University, saranno i Governi  non la volatilità a portare al collasso dei Bitcoin: “Ai governi non piace la concorrenza nel business delle valute e se diventerà un problema sapranno come reprimerlo”. Spiega poi Angel che non si può aver fiducia cieca in un algoritmo per la protezione del sistema: “sappiamo tutti che la tecnologia si rompe o viene violata”.

 

Nonostante l’entusiasmo, insomma, sono in molti a pensarla come Angel, quando dice che siamo solo a uno scandalo di distanza dal “collasso di Bitcoin”.

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