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Banda larga: Italia sempre più in basso nelle classifiche mondiali

Italia


L’Italia si colloca in 85esima posizione nella classifica mondiale stilata da netindex.com relativa alla velocità di download delle connessioni domestiche, con una velocità di 5,95 Mbps, a fronte di una media Ue di 16,69 Mbps.

 

La classifica, basata su 4 miliardi di test a livello mondiale, vede al primo posto Hong Kong (45,94 Mbps), seguita da Singapore (40.60 Mbps), Andorra (39.27 Mbps), Lituania (36.78 Mbps) e Corea Del Sud (35.33 Mbps).

 

Netindex spiega inoltre che l’Italia si piazza la 38esimo posto in termini di costo per Mbps (4,7 euro).

I risultati, spiega la società, sono stati ottenuti analizzando i dati di 12.473,896 indirizzi IP unici tra il 27 gennaio e il 25 febbraio.

 

Dati ‘freschissimi’, dunque, che ancora una volta confermano quanto il nostro Paese fatichi a tenere il passo non solo delle principali economie europee e mondiali, ma anche di Paesi rispetto ai quali pretendiamo una supposta superiorità culturale e tecnologica.

Il Regno Unito e la Germania, pur non figurando nella top-ten, si piazzano, rispettivamente, in 24esima e 25esima posizione, con velocità di 19,22 Mbps e 18,50 Mbps. La Francia è in 34esima posizione (15,82 Mbps) e la Spagna è 38esima.

 

Ma meglio di noi fanno Papua Nuova Guinea (82esimo), Tajikistan (63esimo), Ruanda, Namibia e l’isola di Guam.

Subito dopo di noi in classifica Maldive e Kenya.

 

Mentre, insomma, si fanno i conti sui vantaggi della banda larga in termini di aumento del PIL – raddoppiare la velocità fa aumentare il PIL dello 0,35, dice Arthur D. Little – l’Italia continua a sprofondare nelle classifiche mondiali: l’analisi di netindex non è che l’ultima in ordine di tempo a decretare l’arretratezza del nostro Paese. Secondo i dati OCSE, in fatto di banda larga fissa l’Italia risulta al settimo posto per quanto riguarda il numero complessivo di abbonamenti: se ne contano nel nostro paese 13,4 milioni, contro gli 88,5 mln degli Usa, 35 mln del Giappone, 27 mln della Germania, 23 mln della Francia, 21 mln del Regno Unito e 18 milioni della Corea.

Scivoliamo però al 26esimo posto quando si tratta della diffusione delle connessioni broadband ogni 100 abitanti: la quota è di 22,1 linee a banda larga ogni 100 abitanti, contro 41,6 della Svizzera e i 39,4 dei Paesi Bassi. La media Ocse è di 26 linee ogni 100 abitanti.

 

E non stupisce, dunque, che il Bel Paese si collochi al 42esimo posto nella classifica sulla competitività stilata annualmente dal World Economic Forum, ben lontana dai principali paesi europei e dalle altre economie avanzate mondiali, preceduta nella classifica da Polonia, Panama, Repubblica Ceca e Thailandia.

 

Nonostante i proclami che si sono susseguiti negli ultimi mesi e gli impegni profusi per dare la parvenza di un paese pronto a raccogliere le sfide dell’economia digitale, insomma, la realizzazione delle autostrade del futuro si sta dimostrando problematica almeno quanto la conclusione dei lavori sulla Salerno-Reggio Calabria.

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