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Frequenze Tv, cosa succederà all’asta dopo questo tsunami politico?

Italia


I risultati elettorali sono stati come uno tsunami per la politica italiana, almeno per la parte che non ha avuto lo sguardo sufficientemente lungo per prevedere simili conseguenze. Si parla d’ingovernabilità mentre il nostro Paese ha bisogno di scelte decisive e rapide per tutti i settori, ma soprattutto per la tecnologia che corre veloce e non concede tempo a chi ha ancora voglia di aspettare.

 

Chi prenderà il posto di Corrado Passera al Ministero dello Sviluppo economico? Ci sarà un dicastero per l’Economia digitale come in Francia?

 

Difficile a dirsi perché in questa campagna elettorale tutti hanno parlato della necessità di occuparsi d’internet, ma nessuno lo ha fatto fornendo chiare indicazioni.

Il dossier delle frequenze Tv resta sul tavolo della Commissione europea, dopo le modifiche apportate dall’Agcom al disciplinare di gara.

 

Il governo Monti ha cancellato il vecchio beauty contest, introdotto dall’esecutivo di Silvio Berlusconi che prevedeva l’assegnazione gratuita, per preferire un’asta. L’Autorità presieduta da Angelo Cardani ha poi ulteriormente modificato il Regolamento, riducendo da sei a tre i multiplex da mettere in gara e lasciando fuori Rai, Mediaset e TI Media (Leggi Articolo Key4biz).

Rinviata, invece, a un secondo momento quella per i lotti U1, U2, U3, le frequenze più pregiate, che avevano un diritto d’uso per cinque anni, in quanto la banda 700 MHz dovrà essere ripianificata, per consentirne l’uso agli operatori tlc, così come stabilito anche in sede ITU, per i servizi di banda larga mobile.

 

L’Agcom ha così deciso d’intervenire per risolvere il problema delle interferenze che rendono difficile la ricezione del segnale televisivo per milioni d’italiani.

 

Qualche giorno prima delle elezioni, Passera ha dichiarato: “Il nostro lavoro è da tempo completato, ora aspettiamo con ansia il via libera di Bruxelles per farla partire”. (Leggi Articolo Key4biz)

Dalla Ue, il Commissario alla Concorrenza Joaquin Almunia, aveva fatto sapere “la discussione è lunga, continuiamo a lavorare” (Leggi Articolo Key4biz).

 

Resta adesso da capire che direzione prenderà il nuovo governo e se, una volta ottenuto il via libera da Bruxelles, il Ministero competente indirà l’asta.

Il tutto mentre il resto del mondo procede a gran velocità sull’assegnazione delle frequenze e sui servizi di banda larga mobile.

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