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Big Data: ecco come ‘Riot’ spia i tuoi movimenti e prevede le tue mosse future grazie ai social network

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Tracciare i movimenti delle persone e predirne i comportamenti grazie ai dati estratti dai social network: non è fantascienza ma una possibilità molto concreta, grazie a un software sviluppato in gran segreto dalla Raytheon Company, uno dei principali produttori mondiali di servizi e tecnologie militari e tra i primi produttori di missili guidati al mondo.

La notizia è stata diffusa dal Guardian, che mette a corredo anche un video che spiega in che modo e quanto velocemente il software ‘Riot’ (Rapid Information Overlay Technology) è in grado di reperire dai siti che frequentiamo abitualmente (da Facebook a Foursquare e Twitter) le informazioni utili per predire il nostro futuro comportamento.

 

Dati precisi e puntuali su quante volte andiamo in palestra a settimana, a che ora, con tanto di foto georeferenziate disposte su una mappa per semplificare il monitoraggio dei nostri spostamenti.

E, come se questo non bastasse, il software crea tanto di grafico sulle nostre connessioni sociali più importanti, così da mettere in evidenza con chi chattiamo più spesso, quali amici frequentiamo di più nella vita reale, e così via.

 

Una vera e propria mappa interattiva sulle nostre vite, con tanto di sguardo sul futuro, ricavabile in pochi click.

 

Raytheon assicura che al momento il sistema non è ancora stato venduto ma la società ha ammesso che la tecnologia è stata condivisa col Governo Usa nel 2010 nell’ambito di un progetto di ricerca e sviluppo volto a sviluppare un sistema di sicurezza nazionale capace di analizzare ‘migliaia di miliardi di entità’ dal cyberspazio.

 

“RIOT è un sistema di analisi di big data su cui stiamo lavorando insieme a laboratori di ricerca nazionali e partner commerciali con l’obiettivo di trasformare enormi quantità di dati in informazioni utilizzabili per scopi di sicurezza”, ha affermato il portavoce Raytheon, Jared Adams, assicurando tuttavia che i dati raccolti sono ‘ripuliti’ da informazioni personali quali i numeri di previdenza sociale, bancari o altre informazioni finanziarie.

Chissà se questo basterà a rassicurare le associazioni per la tutela della privacy, che ovviamente hanno già puntato il dito sulla scarsa trasparenza delle policy dei social network, i quali lasciano intendere che usando qualche semplice accorgimento le foto e tutte le informazioni postate saranno reperibili solo dai nostri contatti.

 

Nei giorni scorsi intanto, è emerso che anche un team del centro ricerche di Microsoft sta lavorando a un progetto simile – battezzato Mining the Web to Predict Future Events – anche se non incentrato sulle informazioni personali ma sulla previsione di eventi su più òarga scala. Si tratta di un’applicazione, ancora in fase sperimentale, in grado di scandagliare gli archivi dei giornali, i siti internet e diverse altre fonti per rinvenire informazioni, connetterle e cercare di predire avvenimenti futuri quali epidemie, eventi meteorologici anomali, conflitti sociali.

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