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Agenzia digitale, Agostino Ragosa può finalmente cominciare a lavorare. Notificato dal MIUR il decreto di nomina

Italia


Il MIUR ha notificato ad Agostino Ragosa il decreto di nomina alla direzione generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale, registrato dalla Corte dei Conti.

Ragosa lo ha confermato stamani a Key4biz, informando che adesso, in veste di Commissario straordinario, si occuperà dell’accorpamento dei tre enti – DigitPa, Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l’innovazione, Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio – già soppressi con la legge 134 del 2012 che adesso confluiranno all’interno dell’Agenzia per l’Italia digitale.

Ragosa, come ha spiegato ancora a Key4biz, ha 45 giorni di tempo per consegnare lo Statuto al governo che dovrà poi approvarlo. Una volta completato quest’ultimo passaggio, Ragosa entrerà ufficialmente nel suo ruolo di Direttore generale dell’Agenzia digitale.

 

Come risulta, infatti, dall’art.22 della predetta legge, “il Direttore generale esercita in via transitoria le funzioni svolte dagli enti soppressi e dal Dipartimento di cui all’articolo 20, comma 2, in qualità di commissario straordinario, fino alla nomina degli altri organi dell’Agenzia per l’Italia Digitale”.

 

Tira un sospiro di sollievo il mercato dell’ICT e tutte le aziende che attendevano che finalmente si completasse questa procedura di nomina, attesa da troppo tempo, perché l’Italia potesse procedere in una serie di operazioni di fondamentale importanza per la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana e del Piano Horizon 2020.

 

Ragosa ha davanti giorni molto impegnativi, scanditi da una serie d’incontri con il Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e del Miur Francesco Profumo, oltre che con tutti i dirigenti degli enti confluiti nella nuova Agenzia.

 

Messe a tacere, quindi, le indiscrezioni che per giorni avevano dato come possibile lo slittamento della nomina, per aspettare i risultati delle elezioni.

Un’ipotesi che aveva fatto tremare tutta l’industria dell’innovazione e gli addetti ai lavori, consapevoli che quest’ Agenzia e il suo Digital Champion sono indispensabili per rilanciare l’economia digitale di questo Paese.

Non si corre il rischio che qualche intoppo burocratico possa ancora bloccare l’approvazione dello Statuto. Di questo n’è convinto Ragosa che a Key4biz ha assicurato che tutto si farà nei tempi previsti e sicuramente prima delle elezioni.  

 

Del resto, a quanto risulta a Key4biz, lo statuto sarebbe già stato predisposto e sarebbe quasi pronto per la sua approvazione.

 

Sempre la legge 134 – articolo 22, comma 6 – stabilisce che con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, o del Ministro delegato, di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico, quello del MIUR, dell’Economia e della PA, “entro quarantacinque giorni dalla nomina del Direttore generale dell’Agenzia, si determinata l’effettiva dotazione delle risorse umane, nel limite del personale effettivamente trasferito ai sensi dei commi 3 e 4, con corrispondente riduzione delle dotazioni organiche delle amministrazioni di provenienza, fissata entro il limite massimo di 150 unità, nonché la dotazione delle risorse finanziarie e strumentali necessarie al funzionamento dell’Agenzia stessa, tenendo conto del rapporto tra personale dipendente e funzioni dell’Agenzia, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse e di riduzione delle spese per il funzionamento e per le collaborazioni esterne”.

 

Tante le competenze che il Decreto Crescita 2.0 affida al direttore generale dell’Agenzia digitale.

Tra le funzioni che svolgerà, anche la diffusione dell’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, allo  scopo  di favorire  l’innovazione  e  la crescita economica, anche mediante l’accelerazione  della  diffusione delle reti NGN;  l’elaborazione di indirizzi, regole tecniche  e  linee  guida  in materia  di  omogeneità  dei  linguaggi,  delle  procedure  e  degli standard, anche di tipo aperto,  per  la  piena  interoperabilità  e cooperazione applicativa tra i  sistemi  informatici  della  pubblica amministrazione e tra questi e i sistemi dell’Unione europea.

 

E poi ancora, l’assicurazione dell’uniformità tecnica dei sistemi informativi pubblici destinati a erogare servizi ai cittadini e alle imprese, garantendo livelli omogenei di qualità e fruibilità sul territorio nazionale, nonché della piena integrazione a livello europeo; il supporto e  la  diffusione  delle  iniziative  in  materia  di digitalizzazione dei flussi documentali  delle  amministrazioni, accelerando  i processi  di  informatizzazione  dei   documenti   amministrativi   e promuovendo la rimozione degli ostacoli tecnici  che  si  frappongono alla realizzazione dell’amministrazione  digitale  e  alla  piena  ed effettiva attuazione del diritto  all’uso  delle  tecnologie  di  cui all’art. 3 del Codice dell’amministrazione digitale.

 

E, inoltre, la vigilanza sulla qualità dei servizi e sulla razionalizzazione della spesa in materia informatica, in  collaborazione  con CONSIP, anche mediante la collaborazione inter-istituzionale  nella fase progettuale e di gestione delle procedure  di  acquisizione  dei beni e servizi, al fine di realizzare l’accelerazione dei processi di informatizzazione e risparmi di spesa; la promozione e diffusione delle iniziative  di  alfabetizzazione informatica  rivolte  ai   cittadini, nonché di formazione e addestramento professionale destinate ai pubblici  dipendenti,  anche mediante intese con la Scuola superiore della PA e il Formez, e il  ricorso  a  tecnologie  didattiche innovative.

 

Infine il monitoraggio dell’attuazione dei  piani ICT delle pubbliche amministrazioni, sotto il profilo dell’efficacia ed economicità, proponendo agli organi di governo degli enti e, ove necessario, al Presidente del Consiglio dei Ministri i conseguenti interventi correttivi.

 

Il decreto Crescita 2.0 stabilisce competenze anche per l’open data e l’inclusione digitale: “L’Agenzia per l’Italia digitale promuove le politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nazionale”.

 

Entro il mese di febbraio di ogni anno, inoltre, l’Agenzia trasmette al Presidente del CDM o al Ministro delegato per l’innovazione tecnologica, che li approva entro il mese successivo, un’Agenda nazionale in cui definisce contenuti e obiettivi delle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e un rapporto annuale sullo stato del processo di valorizzazione in Italia; tale rapporto è pubblicato in formato aperto sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

L’Agenzia per l’Italia digitale può stabilire, con propria deliberazione, i casi eccezionali, individuati secondo criteri oggettivi, trasparenti e verificabili, in cui gli open data possono essere resi disponibili a tariffe superiori ai costi marginali (Leggi Articolo Key4biz)

 

L’Agenzia promuove altresì la definizione e lo sviluppo di grandi progetti strategici di ricerca e innovazione, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo delle smart communities, la produzione di beni pubblici rilevanti, la rete a banda ultralarga, fissa e mobile e i relativi servizi, la valorizzazione digitale dei beni culturali e paesaggistici, la sostenibilità ambientale, i trasporti e la mobilità, la difesa e la sicurezza, e al fine di mantenere e incrementare la presenza sul territorio nazionale di significative competenze di ricerca e innovazione industriale.

 

Per le comunità intelligenti, l’Agenzia digitale definisce strategie e obiettivi, coordina il processo di attuazione e predispone gli strumenti tecnologici ed economici per il progresso delle comunità intelligenti.

 

Entro il mese di gennaio di ogni anno predispone il rapporto annuale sull’attuazione del citato piano nazionale.

 

Presso l’Agenzia, viene istituito il Comitato tecnico delle comunità intelligenti, formato da nove componenti in possesso di particolari competenze e di comprovata esperienza nel settore delle comunità intelligenti, di cui uno designato dal Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, due dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, uno designato dall’ANCI, uno dall’Unione delle province italiane e altri tre nominati dal Direttore generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, di cui uno proveniente da atenei nazionali, uno dalle associazioni di imprese o di cittadini maggiormente rappresentative, uno dall’Istituto nazionale di statistica (Istat) e uno dall’Agenzia stessa.

 

Il comitato adotta il proprio regolamento di organizzazione ed elegge il Presidente. Ai componenti del comitato non spettano compensi, gettoni, emolumenti o indennità comunque definiti. I suoi membri durano in carica 3 anni, rinnovabili una sola volta.

 

Non ci resta che augurare buon lavoro ad Agostino Ragosa.

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