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Fibra ottica. Per Neelie Kroes, essenziale ‘contesto normativo prevedibile, flessibilità e giusti incentivi per tutti’

Europa


Un giusto quadro giuridico per lo sviluppo delle nuove reti a banda larga è la base essenziale affinché l’Europa possa cogliere le enormi opportunità del digitale e accelerare la spinta della crescita, perchè a che serve, ad esempio, un moderno sistema di copyright se la gente non dispone di connessioni abbastanza veloci da poter guardare un film su internet?

E’ quanto sostiene il Commissario Ue per l’Agenda digitale Neelie Kroes nel suo editoriale per European Voice, in cui ha ricordato i traguardi conseguiti negli anni e scandito gli obiettivi per il futuro.

 

“Le connessioni veloci non possono essere un lusso per pochi: connettere tutti con reti ultraveloci è essenziale per la nostra competitività. Per raggiungere questo obiettivo sono pronta a sfidare gli interessi acquisiti e ‘il solito modo di fare business'”, ha spiegato il Commissario, ricordando, innanzitutto, che in Europa i prezzi della banda larga sono i più bassi del mondo, grazie a un decennio di liberalizzazione e concorrenza. Ma molto è ancora da fare ed è per questo, ha detto, “che ho proposto di aumentare la concorrenza, offrendo agli operatori alternativi un accesso veramente paritario, non discriminatorio alle reti degli operatori storici”.

 

In secondo luogo, Kroes è tornata sulla proposta, avanzata lo scorso anno, di ridurre i prezzi all’ingrosso per l’accesso alle reti in rame.

Una proposta la cui validità è stata contestata dalle prove evidenti fornite dalle autorità di regolamentazione nazionali, dai potenziali investitori e da analisti indipendenti, secondo cui una simile misura può “compromettere, non stimolare gli investimenti nella banda larga”, dal momento che “l’ancora del prezzo del rame avrebbe trascinato verso il basso i potenziali benefici delle reti più veloci, mettendo in fuga gli investitori dagli investimenti più rischiosi”.

 

Invece, ha aggiunto, “sostengo la convergenza all’interno del nostro mercato unico, attraverso la stabilizzazione dei prezzi di accesso al rame in termini reali rispetto alla media attuale, che a sua volta è basata sulla dettagliata conoscenza del mercato delle autorità nazionali di regolamentazione”. “Naturalmente – ha spiegato – dovremo guardare con attenzione ai paesi in cui i prezzi regolamentati sono attualmente inferiori. Tali prezzi possono riflettere una riduzione dei costi locali, o semplicemente la necessità di far fronte alla concorrenza di altre reti, come ad esempio quelle via cavo o mobili”.

A volte, infatti, “il prezzo basso può essere un’illusione, se la concorrenza è frustrata da altre pratiche che dovrebbero essere risolte da norme antidiscriminazione più forti”.

 

In terzo luogo, ha sottolineato, “quando gli operatori pensano di investire in nuove reti, con una domanda incerta, hanno bisogno di un contesto normativo prevedibile e della flessibilità necessaria per adattare le proprie strategie commerciali. E questo è ciò che stiamo offrendo”.

Ma questo, ha aggiunto, non significa che gli operatori “hanno carta bianca per aumentare i prezzi di vendita al dettaglio: in un mercato che include l’alternativa di un prezzo regolamentato e reti wireless sempre più veloci, i consumatori hanno maggiore scelta”.

 

Kroes si è quindi detta contraria all’idea di legare la regolamentazione della banda larga agli impegni di investimento: prima di tutto perchè le autorità nazionali di regolamentazione indipendenti hanno confermato che un tale approccio sarebbe impraticabile, “aprirebbe la porta a ‘giochi’ e abusi”, ha affermato.

In secondo luogo, “in un mercato aperto, liberale, e competitivo”, il modo migliore di procedere è “garantire parità di condizioni, mantenere gli interventi e i ripensamenti tecnologici al minimo e inquadrare i giusti incentivi economici per tutti: non prendere accordi con uno o l’altro gruppo di interesse privato”.

 

Da quando, a luglio, la Ue ha presentato il nuovo pacchetto di misure a sostegno degli investimenti (Leggi articolo Key4biz), la Banca europea degli investimenti ha registrato un “significativo aumento dei progetti di investimento”, ha detto ancora Kroes, auspicando anche un accordo sul piano Connecting Europe Facility, “essenziale per il nostro futuro digitale”.

 

Il Commissario ha infine ricordato che l’esecutivo sta lavorando a una normativa per rendere più economico il roll-out della banda larga: “col collega  Joaquín Almunia, Commissario alla concorrenza, annunceremo a breve nuove linee guida sugli aiuti di Stato alla banda larga” nelle aree a fallimento di mercato.

 

“Tutto sommato – ha concluso – stiamo mettendo a punto un pacchetto equilibrato. Gli operatori alternativi fanno lobby contro alcuni aspetti (prezzi del rame stabili basati sui costi e flessibilità dei prezzi per le reti di nuova generazione); gli incumbent contro altri (come le nuove regole sulla non discrimnazione). Ma questi gruppi di interesse, non sono quello che conta per me (…). Quello di cui veramente mi importa sono i cittadini e le’conomia dell’Europa. Faremo il meglio per entrambi se costruiremo un continente connesso e competitivo, in cui tutti abbiano accesso a internet”.

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