Key4biz

Apple: la concorrenza comincia a far paura. Bruciati in un giorno 35 mld di capitalizzazione

Stati Uniti


Le azioni di Apple hanno perso ieri oltre il 6%, il calo maggiore degli ultimi 4 anni, per via dei timori legati all’intensificarsi della concorrenza nel settore dei dispositivi mobili. Il titolo ha registrato una delle peggiori performance dell’indice S&P 500: un tonfo che è costato 35 miliardi di dollari di capitalizzazione con 37 milioni di azioni passate d mano. La market cap è scesa oggi al di sotto dei 500 miliardi di dollari (384 miliardi di euro).

 

Investitori e analisti spiegano che il crollo è dovuto a un mix di fattori, tra cui le previsioni di IDC, secondo cui Apple continuerà a perdere terreno rispetto ai dispositivi Android, e l’avanzata di Nokia in Cina.  

 

Le azioni di Apple, tra le più desiderate dagli investitori, hanno imboccato la rotta discendete da settembre a causa della crescente incertezza sulla capacità della società di far fronte a una concorrenza sempre più agguerrita, non solo da parte di Samsung, ma anche da parte di Amazon col suo tablet Kindle Fire e di Microsoft che ha debuttato nel segmento tablet col suo Surface.

 

L’abilità di resistere all’assalto rappresenta un banco di prova importante per Tim Cook, salito alla guida di Apple poco prima della morte di Steve Jobs e su cui ora pesa il futuro del gruppo.

Tutti, insomma, si chiedono come riuscirà l’azienda a gestire il dopo Jobs senza un nuovo prodotto di punta: secondo l’analista Brian Battle di Performance Trust Capital Partners l’iPad mini non è che un iPad in miniatura e l’azienda ha bisogno di un altro ‘fuori campo’ perchè le azioni tornino a girare attorno ai 700 dollari.

“Senza un nuovo prodotto la fiducia gradualmente si polverizzerà”, ha affermato l’analista.

 

Secondo IDC, la quota di mercato di Apple nel settore dei tablet passerà dal 56,3% del 2011 al 53,8% quest’anno mentre i dispositivi Android passeranno dal 39,8% al 42,7%.

Tra i timori che hanno pesato sul titolo anche il possibile aumento delle tasse sui dividendi e le plusvalenze e l’accordo commerciale siglato da Nokia con China Mobile che impatterà probabilmente sulle vendite dell’iPhone 5 che sbarcherà a breve in Cina.

 

Certo, molti analisti hanno espresso una certa perplessità sulla ‘caduta in disgrazia’ di Apple: la società dovrebbe generare entrate elevate e utili in aumento anche nei prossimi anni. Del resto un tablet su due venduto nel mondo resta un iPad.

Secondo Gene Munster – che mantiene un target di 900 dollari sul titolo – non è poi detto che China Mobile non scelga di vendere ai suoi utenti anche l’iPhone, aggiungendolo al suo portfolio per la metà dell’anno prossimo.

Exit mobile version