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Contraffazione online e frenesia da social shopping. Intervista a Massimiliano Dona, Segretario generale UNC

Italia


Il 22 novembre 2012 si terrà a Roma (al Centro Congressi Montecitorio Eventi – Piazza Capranica 101) la sesta edizione del “Premio Vincenzo Dona, voce dei consumatori”, evento istituito dall’Unione Nazionale Consumatori (UNC) per ricordarne il fondatore che è considerato anche l’iniziatore del movimento consumerista in Italia. L’appuntamento di quest’anno è dedicato al tema della contraffazione, anche quella on line (una menzione speciale sarà conferita al quotidiano Key4biz).

Per l’occasione abbiamo intervistato Massimiliano Dona, Segretario generale dell’Unione Nazionale dei Consumatori.

 

 

K4B. Segretario, che cos’è il Premio Vincenzo Dona e perché è stato istituito?


Dona.
Il Premio “Vincenzo Dona voce dei consumatori” nasce ormai sei anni fa per ricordare il fondatore della nostra Associazione: quando negli anni cinquanta Vincenzo Dona decise di fondare un’organizzazione di consumatori, questi non sapevano neppure di esserlo perché non esistevano norme di protezione. Molte di quelle che esistono oggi si devono a questo pioniere scomparso nel 2006. Così abbiamo deciso di ricordarlo premiando ogni anno, alla presenza di autorevoli personalità del mondo accademico, politico e istituzionale, in una giornata di convegno per fare il punto sull’attuale livello di protezione del consumatore e in questa edizione parleremo di contraffazione.

Il Premio si articola nella sezione “Personalità” (ed è conferito a chi si è distinto per l’attività svolta in favore dei consumatori, nel mondo della politica, delle istituzioni, della società civile) e nelle sezioni “Premio giornalistico” e “Tesi di laurea in materia di consumo”.

 

 

K4B. Come avete scelto il tema di questa sesta edizione?

 

Dona. In tempo di crisi, aumentano le insidie per i consumatori: ormai si falsifica ogni prodotto, dagli alimenti ai farmaci, dai giocattoli alla oreficeria, dai cosmetici ai pezzi di ricambio. E poi va messo in guardia lo stesso consumatore che talvolta si fa complice di quello che è un fenomeno criminale. Troppo spesso si è immaginato che il fenomeno riguardasse solo l’industria del lusso, ma questo è solo un alibi, come dimostrano i dati.

 

 

K4B. Vale a dire?

 

Dona. Che il mercato del falso è in crisi e questo svela che i consumatori acquistano il falso non tanto per risparmiare (se così fosse potremmo in qualche modo giustificarli), ma per superficialità ed ignoranza. Insomma, vedere che il consumo di prodotti contraffatti è ciclico (quindi cala insieme a tutti gli altri consumi) è la triste conferma di una scarsa coscienza di cittadini: forse non tutti sanno che così facendo si depaupera l’economia, si sprecano soldi e si mette anche a rischio la nostra sicurezza. Per questo ci è sembrato necessario focalizzare sulla ‘contraffazione’ il Premio Vincenzo Dona 2012.

 

 

K4B. Può anticiparci a chi verranno assegnati dei riconoscimenti e con quali motivazioni?

 

Dona. I Premi per le personalità sono ancora top secret. Ma nella sezione stampa, riceveranno un riconoscimento la trasmissione televisiva di La7 ‘L’aria che tira’, rappresentata per l’occasione dalla conduttrice Myrta Merlino, Elvira Naselli di ‘La Repubblica’ ed Elena Carbonari di ‘Isoradio’. Sarà inoltre assegnata una menzione speciale proprio al quotidiano on line ‘Key4biz'(nella persona del direttore Raffaele Barberio) per l’impegno profuso nel dare spazio a tematiche consumeristiche così da a sensibilizzare l’opinione pubblica sul consumo on line.

 

 

K4B. Segretario, nonostante le normative, i dati sulla contraffazione sono allarmanti. Oggi il fenomeno ha assunto la dimensione di una vera e propria industria criminale che si muove adattandosi abilmente alla domanda, grazie a strumenti sempre più affinati e la globalizzazione dei mercati che consente traffici imponenti. Come si può agire?

 

Dona. Spiegando che il fenomeno ha ricadute molto più significative di quel che si crede: in particolare, oltre al tema della criminalità di cui ho accennato, c’è quello della sicurezza che talvolta è sottovalutato. E non penso solo ai prodotti alimentari, agli integratori, ai farmaci che talvolta sono messi in vendita sul web senza alcuna garanzia di sicurezza (anzi vale la pena di ricordare che al momento in Italia non è consentita la vendita dei farmaci on-line), ma anche a prodotti apparentemente meno pericolosi come quelli elettrici o i giocattoli. Si avvicina il Natale, siamo certi di voler mettere dentro casa una catena luminosa che potrebbe causare un incendio o un giocattolo tossico per i nostri bambini? Vale la pena di pensarci.

 

 

K4B. Internet che ruolo ha assunto in questo processo di espansione del fenomeno?

 

Dona. Io credo che si debba cominciare a pensare alla Rete come ad un luogo come un altro per fare acquisti: sono stanco di ascoltare messaggi di allarme rivolti a chi compra sul web (talvolta anche da alcuni miei colleghi di altre associazioni di consumatori) mentre si dovrebbe chiedere con forza adeguate campagne di educazione, specie tra i più giovani, così da insegnare come vivere il web in sicurezza. Non posso però nascondervi che il fenomeno della contraffazione può trovare più facile sbocco in Rete per via di alcune dinamiche (penso all’anonimato, alla impossibilità di chi compra di toccare il prodotto con mano, etc.) che possono facilitare la violazione delle regole. Per questo purtroppo è talvolta naturale che su internet il prodotto taroccato viaggi con maggiore facilità.

 

 

K4B. La contraffazione è un danno per l’economia e le aziende italiane (specie in tempi di crisi) ma anche per i consumatori che rischiano di trovarsi prodotti falsati in ogni settore merceologico. Come rendere i cittadini consapevoli dei rischi?

 

Dona. Spiegando loro che, nonostante le difficoltà economiche, non si può scegliere solo in base al prezzo: è una filosofia che non porta lontano e che oggi viene veicolata, anche grazie alla diffusione del social shopping al quale rimprovero (tra tanti meriti) di aver importato una certa follia collettiva per cui il nuovo Dio sembra essere lo sconto. Va bene, ma a condizione di comprare qualcosa di utile, altrimenti avrò sprecato il mio denaro. Per la contraffazione è un po’ la stessa cosa: non tutti comprendono che, comprando il falso, forse si crede di risparmiare ma non è così se ho comprato prodotti di infima qualità.

 

 

K4B. L’Unione Nazionale del Consumatori ha lanciato la campagna #bloccoiltarocco su Twitter. Di cosa si tratta e quali obiettivi vi siete prefissati?

 

Dona. È un’iniziativa pensata per lottare contro la contraffazione e per far crescere nella collettività la consapevolezza di quanto alimentare il mercato del falso possa avere gravi conseguenze non solo sull’economia ma anche sui consumatori: basti pensare ai rischi che si corrono per la salute acquistando prodotti illegali. Twittare #bloccoiltarocco significa allora ‘dire no’ al falso, all’inganno, alle imitazioni.

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