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Editoria: Bertelsmann e Pearson uniti contro gli OTT. Nasce Penguin Random House

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Gli OTT, e non solo, stanno già tremando. La tedesca Bertelsmann e la britannica Pearson hanno annunciato ufficialmente l’accordo di fusione tra le loro rispettive case editrici: Penguin e Random House. La conferma arriva oggi dopo le indiscrezioni della scorsa settimana (Leggi Articolo Key4biz).

Il risultato di quest’operazione? Un colosso dell’editoria (col 25% delle vendite mondiali di libri in lingua inglese) che nel fine settimana aveva spinto anche il tycoon dei media, Rupert Murdoch, a mobilitarsi per far saltare l’accordo, cercando di soffiare Penguin per 1 miliardo di sterline.

Tutto s’è concluso in un niente di fatto. Oggi nasce ufficialmente la nuova joint-venture, Penguin Random House, di cui Bertelsmann deterrà il 53% e Pearson il 47%, come hanno annunciato le stesse aziende in due comunicati separati.

 

Random House è il primo editore del mercato statunitense e del Regno Unito, Penguin è molto forte in tutto il mondo e specie sui mercati in forte crescita.

La joint-venture non si occuperà delle attività editoriali in generale di Bertelsmann in Germania e Pearson manterrà il marchio Penguin per i testi scolastici.

 

L’operazione dovrà adesso avere il via libera dalle Autorità Antitrust e la finalizzazione dell’accordo è prevista per il secondo semestre del 2013.

 

La neonata joint-venture fa riflettere. E’ possibile che adesso anche altri editori seguano questa via, così com’è successo tempo fa per le major del disco, e si accordino tra di loro per fronteggiare meglio la crisi degli acquisti che ha travolto i libri e soprattutto l’avanzata dei grandi OTT americani, come Google, Apple e Amazon, che sempre più spesso offrono servizi a basso prezzo e sono più forti nel comparto degli eBook.

 

Ricordiamo che Penguin è una delle cinque case editrici accusate d’aver fatto cartello sul mercato degli eBook insieme ad Apple ai danni dei consumatori e dei retailer online, come Amazon.

Tre di queste, Hachette Book Group, Simon & Schuster e HarperCollins, hanno però trattato col Dipartimento di Giustizia USA mentre Penguin e Macmillan aspetteranno l’esito del processo (Leggi Articolo Key4biz).

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