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Facebook: trimestrale sopra le attese. Dai dispositivi mobili il 14% dei ricavi, ma gli analisti restano scettici

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“Voglio sfatare il mito che Facebook non riesce a fare soldi dal mobile”. Così Mark Zuckerberg ha detto agli analisti commentando risultati trimestrali superiori alle attese, nonostante una nuova perdita netta di 59 milioni di dollari (contro un utile netto di 227 milioni registrato un anno fa).

La società ha chiuso il trimestre con un fatturato in crescita del 32% a 1,26 miliardi di dollari, un risultato leggermente superiore alle attese degli analisti che attendevano una crescita del 29% a 1,23 miliardi.

Anche l’utile rettificato per azione, altro riferimento importante per gli analisti, è stato di 12 centesimi, superiore di un centesimo rispetto alle stime del mercato e negli scambi after-hour il titolo è cresciuto del 9,74% a 21,35 dollari.

Pure così, il valore del titolo è ancora del 45% inferiore a quello del collocamento (38 dollari), ma gli analisti sono stati rassicurati dal fatto che il gruppo sembra sia in grado di risolvere la ‘grana’ dei ricavi pubblicitari sul mobile, che tanto ha pesato sul deterioramento del titolo.

 

Il gruppo ha indicato che i ricavi pubblicitari, il ‘cuore’ del business di Facebook, sono aumentati del 36% a 1,09 miliardi di dollari – circa 1,29 dollari a utente – e il 14% di questa cifra (circa 150 milioni di dollari) è stato generato dai dispositivi mobili, dai quali accede circa il 60% degli utenti, ossia 600 milioni di persone.

“Le persone che accedono al sito da un dispositivo mobile sono sempre più coinvolte e questo coinvolgimento aumenterà ancora – ha detto Zuckerberg – perchè continueremo a lanciare nuovi prodotti e a migliorare la nostra piattaforma mobile”.

 

Sebbene non sia possibile fare una comparazione diretta, Google è molto meglio posizionato sul mobile di Facebook: il motore di ricerca sostiene che il prossimo anno guadagnerà 8 miliardi di dollari grazie alla pubblicità, alle app e ai contenuti su mobile.

 

La sfida più grande per il social network, dicono gli analisti, risiede nella capacità di sfruttare strategicamente l’enorme mole di dati del suo miliardo di utenti per ottenere un aumento significativo dei suoi introiti pubblicitari attraverso l’offerta di annunci sempre più mirati.

Zuckerberg, tuttavia, ha spiegato agli analisti che la società vuole far soldi anche in altri modi, ossia offrendo agli utenti la possibilità di acquistare e vendere beni sulla piattaforma. Un esempio di questa strategia è il servizio ‘Gift’ (Leggi articolo Key4biz).

 

Facebook impiega attualmente 4.300 persone, in aumento del 40% rispetto a un anno fa.

 

La società ha fatto il suo debutto in Borsa il 18 maggio, con una valutazione di 100 miliardi di dollari, una cifra pari a 100 volte gli utili annuali di allora.

A quel prezzo, era più costosa del 99% delle compagnie dell’indice Standard & Poor’s 500, calcola Bloomberg.

Da allora è comunque rimasta tra le più costose del settore tecnologico. Il rapporto prezzo-utili, stimato prima della presentazione dei risultati, è di oltre 67, contro un valore di 20 per Google e di 14 per Apple.

Le azioni, per diverse settimane, hanno oscillato intorno a 20 dollari, anche quando la società ha annunciato trionfalmente di aver superato il miliardo di utenti.

Gli analisti, quindi, tengono d’occhio le performance del social network perchè quello che più importa sono i soldi e come la società agirà per trasformare gli utenti – soprattutto quelli mobili – in profitto.

 

Una sfida non facile da gestire e che vede impegnate molte altre aziende hi-tech. Anche Yahoo!, ieri ha sottolineato la necessità di una strategia mobile ‘definita e coerente’ (Leggi articolo Key4biz).

 

“Abbiamo detto che avremmo aumentato i nostri investimenti nella monetizzazione e che ci saremmo concentrati di più sul mobile e i risultati del trimestre rappresentano un progresso reale su entrambi i fronti”, ha affermato il Chief Operating Officer di Facebook, Sheryl Sandberg

 

Secondo i dati di EMarketer, tuttavia, Facebook è ancora solo sesto sul mercato americano della pubblicità mobile, con una quota del 2,8%. Google, al primo posto, controlla una quota del 55%.

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