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Innovazione, dalla Ue più forza alle PMI. Antonio Tajani: ‘Devono poter accedere all’economia globale per prosperare’

Unione Europea


La rete Enterprise Europe Network apre l’accesso per le PMI a importanti mercati internazionali, con l’imminente inaugurazione di nuove filiali in India e in Canada e con una presenza rafforzata in Cina. E’ quanto annunciato alla conferenza annuale svoltasi a Cipro.

La rete di sostegno alle imprese e all’innovazione finanziata dall’UE, basata presso quasi 600 organizzazioni locali in 52 paesi, semplifica la vita per le imprese che iniziano a commerciare all’estero, cercano partner commerciali o tecnologici e desiderano accedere a un finanziamento UE. La presenza della rete in Europa, nel Medio Oriente, In Asia e nelle Americhe assicura alle PMI una testa di ponte nei mercati sviluppati e in quelli emergenti.

 

L’India è l’ultimo paese che aderirà alla rete con tre nuovi centri che diverranno operativi a New Delhi. Fra breve verrà aperto un ufficio anche in Canada, mentre quattro nuove filiali a Shanghai e Nanjing hanno portato la presenza complessiva della rete in Cina a un totale di 27 unità.

 

Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue e Commissario per l’Industria e l’Imprenditoria, ha affermato: “Le piccole e medie imprese dell’Europa devono poter accedere all’economia globale per poter prosperare. La rete Enterprise Europe Network ha una tradizione consolidata a sostegno delle piccole imprese in altri continenti, laddove le PMI dell’UE hanno l’opportunità di beneficiare dei nuovi mercati d’esportazione, di partnership straniere e di cluster transfrontalieri. Queste nuove filiali della rete in Asia e in Canada creeranno ancor più opportunità per le imprese”.

 

Istituita nel 2008, la Enterprise Europe Network ha intrattenuto ogni anno contatti con più di due milioni di PMI. Per i servizi di partnership, in media, l’impatto sul fatturato è stato di 220 mila euro per impresa. L’impatto totale in tema di aumento delle vendite è stimato a 450 milioni di euro. I servizi di partnership della rete generano circa 1000 nuovi posti di lavoro l’anno. (r.n.)

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