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Agenda digitale: empasse sul fondo per le start-up, mancano 70 mln di euro per l’intero pacchetto crescita. Il CDM rinviato al 4 ottobre

Italia


Slitta al 4 di ottobre il Consiglio dei Ministri, che oggi avrebbe dovuto discutere, ‘fuori sacco’ anche il Decreto Sviluppo bis.

La motivazione ufficiale sono gli “impegni internazionali del Presidente Monti”, di rientro da New York dopo aver partecipato all’Assemblea Generale dell’ONU, ma forse dietro ci sarebbe l’acceso confronto tra il Ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, quell’Economia, Vittorio Grilli, e la Ragioneria di Stato sui 400 milioni di euro necessari per il pacchetto crescita. Passera aveva detto ieri a Techcrunch Italy che le norme sarebbero state discusse oggi, forse per non dover giustificare l’ennesimo rinvio o forse perché ci aveva sperato fino all’ultimo (Leggi Articolo Key4biz).

 

Il Ministro del MiSE non intende, comunque, retrocedere e ha chiesto di non apportare tagli sulle misure che riguardano l’Agenda digitale e le start-up. Eppure dalla bozza del Decreto Sviluppo bis, in circolazione, risulta indebolita propria la parte relative alle start-up, e sarebbe stato cancellato il Fondo dei fondi, e ci sarebbero forti dubbi sul contratto tipico (Leggi Articolo Key4biz). Pare che la Ragioneria abbia difficoltà a coprire gli ultimi 70 milioni di euro dell’intero piatto.

 

Secondo le informazioni in possesso di Key4biz,  il responsabile della Task Force sulle start-up, Alessandro Fusacchia, starebbe lavorando alacremente per trasporre il Rapporto in norme e anche Passera ci crede fino in fondo, tant’è che ieri ha disertato la presentazione del Rapporto di ITMedia Consulting, con lamentele dei presenti, dedicato al mercato media, per partecipare a Techcrunch Italy dove erano presenti 47 start-up italiane selezionate da Mind The Bridge, tra quelle più interessanti.

 

In ogni caso, nel CDM di oggi s’è discusso solo, vista l’urgenza, del Decreto di riorganizzazione della Croce Rossa e di alcune Leggi regionali.

Oggi, intanto, Grilli è partito alla volta di Berlino, per partecipare a una conferenza dell’Aspen Institute Italia e mercoledì, nella sede della Bundesbank a Francoforte, ha ribadito che il governo si concentrerà su ulteriori tagli alla spesa pubblica, anche se ha detto chiaramente che sulle riforme strutturali “non si torna indietro“.

 

In ogni caso, se il decreto che deve accogliere le norme per la realizzazione degli impegni dell’Agenda digitale continuerà a slittare, la pubblicazione della legge di conversione potrebbe arrivare a gennaio. Tropo tardi.

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