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Diritti d’autore e musica: dalla Commissione Ue proposta di Direttiva sulle società di collecting

Unione Europea


La Commissione europea ha presentato oggi una serie di proposte volte ad ammodernare le società di gestione collettiva dei diritti d’autore musicali e incentivarne la trasparenza e l’efficienza. Alcune di tali società faticano infatti ad adattarsi alle esigenze imposte dalla gestione dei diritti per l’utilizzo online delle opere musicali, in particolare in un contesto transfrontaliero. La proposta della Commissione impone il rispetto di standard comuni europei a tutte le società di gestione dei diritti d’autore che intendano concedere licenze multi-territoriali per il proprio repertorio.  In tal modo sarà più agevole ottenere le licenze necessarie per la diffusione di opere musicali online in tutta l’UE e garantire che i compensi siano riscossi correttamente e distribuiti in modo equo a compositori e parolieri.

 

Per SCF, il  consorzio che in Italia opera nella raccolta dei diritti musicali dei produttori discografici, si tratta di un importante passo in avanti nello sviluppo di un settore che rappresenta quasi il 25 % del mercato della musica in Italia.

“La Commissione ha stabilito regole di trasparenza e di governance nell’amministrazione dei diritti che sono fondamentali in un’era, quella digitale, dove i diritti si frammentano sempre di più ed è necessario che ogni titolare possa ricevere proventi sulla base delle effettive utilizzazioni”, ha commentato Enzo Mazza, Presidente di SCF.

 

“Il nostro consorzio – ha concluso Mazza – ha già in essere regole di trasparenza e meccanismi di controllo avanzati ed in linea con le disposizioni comunitarie, anche con riferimento alla non esclusività dei mandati, e accogliamo pertanto con favore l’armonizzazione proposta da Bruxelles”.

 

Le nuove tecnologie digitali offrono grandi opportunità a autori, consumatori e imprese. Siamo di fronte a un vero e proprio boom della domanda di contenuti culturali accessibili online (canzoni, film, libri…) e di servizi online. Questa domanda non conosce restrizioni nazionali. Le società di gestione dei diritti d’autore musicali (in Italia la SIAE) gestiscono collettivamente la concessione di licenze per l’utilizzo online dei brani musicali, riscuotono le royalty e le distribuiscono ai compositori e ai parolieri.

 

Con le nuove disposizioni, le società di gestione, indipendentemente dal settore in cui operano, dovranno rispettare gli standard europei che stabiliscono un miglioramento della gestione e una maggiore trasparenza nello svolgimento delle loro attività. Il cambiamento di alcune pratiche adottate dalle società di gestione collettiva è ormai impellente: lo dimostrano i recenti casi in cui le royalty incassate per conto dei titolari di diritti sono andate perdute a causa di errate politiche di investimento o di lungaggini nel versamento delle royalty ai titolari dei diritti.

 

Michel Barnier, Commissario per il Mercato interno e i servizi, ha dichiarato: “È necessario dare vita a un mercato unico digitale europeo che sia al servizio di autori, consumatori e fornitori di servizi. Il miglioramento delle società di gestione collettiva dei diritti d’autore musicali permetterebbe ai fornitori di servizi di proporre nuovi servizi a livello internazionale, a beneficio sia dei consumatori europei che della diversità culturale.

“Più in generale – ha aggiunto Barnier –  le società di gestione dei diritti d’autore musicali dovrebbero operare in piena trasparenza e garantire che la remunerazione degli autori avvenga in tempi più rapidi. Ciò è fondamentale per sostenere gli investimenti nelle attività creative e nell’innovazione, che a loro volta porteranno ad un aumento della crescita e della competitività.”

 

La proposta ha due obiettivi complementari: 

 

•       Promuovere una maggiore trasparenza e migliorare la governance delle società di gestione collettiva, introducendo obblighi di informazione più rigorosi e rafforzando il controllo delle loro attività da parte dei titolari di diritti, in modo da incentivare l’offerta di servizi migliori e più innovativi.

•       Partendo da questa base, incoraggiare e agevolare la concessione di licenze di diritti d’autore multi-territoriali e multi-repertorio per l’impiego di opere musicali online nei paesi UE/SEE.

 

In pratica:

 

•       I titolari dei diritti potrebbero intervenire direttamente nella gestione dei loro diritti ed essere remunerati più rapidamente. Inoltre, verrebbe sancita dalla legge la loro possibilità di scegliere la società di gestione collettiva più adatta ai loro fini. In questo modo gli interessi dei titolari di diritti sarebbero più tutelati e i consumatori avrebbero accesso a contenuti culturali più ricchi.

 

•       Le nuove regole cambierebbero il funzionamento delle società di gestione collettiva in Europa: i nuovi requisiti prevedono, ad esempio, una migliore gestione del repertorio e impongono di versare i compensi ai membri più rapidamente, di garantire chiarezza riguardo alle entrate derivanti dalla gestione dei diritti, di elaborare annualmente una relazione di trasparenza e di comunicare informazioni supplementari direttamente ai titolari dei diritti e ai partner commerciali (ad esempio, altre società di gestione collettiva). Gli Stati membri dovrebbero dotarsi di meccanismi per la risoluzione di controversie fra le società di gestione collettiva e i titolari dei diritti. Il miglioramento delle norme e delle procedure dovrebbe tradursi in un migliore funzionamento delle società di gestione collettiva e a una maggiore fiducia rispetto alle loro attività.

 

•       Sarebbe facilitata la concessione di licenze di diritti d’autore multiterritoriali per l’utilizzo su internet (e pertanto internazionale) delle opere musicali, a patto però di dimostrare di avere le capacità tecniche necessarie per svolgere tali attività in modo efficace. Ne deriverebbero vantaggi per gli autori, per i fornitori di servizi e anche per i cittadini.

La direttiva proposta concorre al completamento di un mercato unico per la proprietà intellettuale e rientra nella strategia della Commissione del 2011 sugli IPR.

Nel 2011 la Commissione ha inoltre definito un’azione importante di contributo alla crescita del mercato unico europeo. (r.n.)

 

Per maggiori informazioni

Testo della Direttiva

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