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eBook: la messa in mora di Francia e Lussemburgo riapre la questione sulla neutralità fiscale nella Ue

Unione Europea


La Commissione Ue ha aperto una procedura di infrazione contro Francia e Lussemburgo  che “applicano agli eBook un tasso di IVA potenzialmente incompatibile con il diritto della Ue”.

La legislazione della Ue, ricorda un portavoce della Commissione in un comunicato, “non permette agli Stati membri di applicare una tassazione ridotta sui libri digitali” e, quindi, da parte di Parigi e Lussemburgo “si potrebbe essere in presenza di una chiara violazione delle regole comunitarie”.

La France applica dal 1° gennaio un’IVA del 7% sugli eBook, contro il 19,6% della normale imposta sul valore aggiunto, mentre in Lussemburgo l’IVA sui libri digitali scende addirittura al 3%.

 

La Commissione Ue ha ricevuto le lamentele di diversi Ministri delle Finanze, in particolare Gran Bretagna, Polonia e Olanda, che hanno registrato un effetto negativo sulle vendite dei libri sul mercato domestico. Secondo la Commissione, il tasso applicato dal Lussemburgo è all’origine di una contrazione delle vendite di 4,5 milioni di libri nel Regno Unito fra gennaio e febbraio, per un valore di 37,3 milioni di euro.

 

“Questa situazione – si legge nella nota della Ue – crea gravi distorsioni della concorrenza a svantaggio degli operatori degli altri 25 Paesi Ue nella misura in cui gli acquisti di eBook si fanno comodamente in un altro Stato membro, rispetto a quello in cui si è residenti, avvantaggiandosi di un tasso ridotto”.

Diversi player si sono lamentati del fatto che alcuni attori dominanti del mercato dell’eBook abbiano riorganizzato i loro circuiti commerciali per beneficiare di aliquote ridotte, cosa che avrebbe avuto effetti negativi sulle vendite dei libri nel primo trimestre del 2012. La sede di Amazon per l’Europa, per esempio, si trova a Lussemburgo.

 

La Commissione ha, quindi, deciso di inviare ai due Paesi una lettera di messa in mora. Il primo step per consentire ai due Paesi di illustrare le loro posizioni. Francia e Lussemburgo avranno un mese di tempo per sottoporre le loro osservazioni.

Se gli elementi forniti non verranno ritenuti sufficienti, la Ue potrà constatare l’infrazione e chiedere ai due Paesi di modificare le loro norme attraverso un avviso motivato che è il secondo step della procedura di infrazione.

 

La Francia, grazie al lavoro avviato dall’ex presidente Nicolas Sarkozy, convito assertore dell’IVA ridotta sugli eBook per contrastare l’avanzata degli OTT americani (Leggi Articolo Key4biz), è determinata a mantenere la propria posizione e a “presentare argomentazioni tali da persuadere la Commissione Ue”.

 

Il Ministero della Cultura è convinto che il governo debba rimanere favorevole a un’aliquota ridotta per i libri digitali: “Il fisco non deve ostacolare lo sviluppo di questo mercato”.

Giuridicamente – spiega ancora il Ministero – il principio di neutralità fiscale deve assicurare un trattamento equivalente per i libri disponibili in rete e per quelli stampati, dal momento che presentano lo stesso contenuto. Questo principio esige che, in realtà due beni similari non possono essere oggetto di un trattamento fiscale diverso”.

 

La legislazione Ue consente agli Stati membri d’applicare tassi ridotti di IVA a una limitata lista di beni e servizi, elencati nell’Annesso III della Direttiva sull’IVA.

Il downloading di libri digitali è considerato come un servizio fornito per via elettronica che non è incluso in questa lista e non può quindi beneficiare di un tasso ridotto.

 

In una comunicazione dello scorso dicembre, la Commissione ha però aperto una riflessione sulla possibilità di far convergere le aliquote IVA applicabili sia agli eBook che ai libri stampati.  

Diversi Commissari Ue, primo fra tutti Neelie Kroes, responsabile per la Digital Agenda, si sono espressi pubblicamente a favore dell’equiparazione dell’IVA (Leggi Articolo Key4biz). E anche all’Europarlamento una larga maggioranza s’è detta favorevole.

 

Le proposte della Commissione dovrebbero arrivare entro la fine del prossimo anno. Tuttavia, un’equiparazione sull’aliquota più bassa, attualmente applicata ai libri tradizionali, non può essere realizzata senza modificare la Direttiva sull’IVA.

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