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Digitale terrestre: sull’analogico in flessione gli ascolti dei canali storici europei. Resiste l’Italia con uno share del 70%

Italia


Con la diffusione della Tv digitale terrestre, i canali generalisti “storici”, presenti sull’analogico, hanno subito negli ultimissimi anni una ulteriore marcata flessione in tutti i Paesi analizzati, seppur con alcune peculiarità.

Stando ai dati raccolti da e-Media Institute, l’Italia è il mercato che si caratterizza per una maggiore tenuta dei canali “storici” che rimangono sopra il 70% di share mentre quelli del Regno Unito e Spagna si caratterizzano per una flessione più pronunciata.

Non bisogna dimenticare, sottolineano gli analisti di e-Media, che nei Paesi considerati, sono gli stessi editori dei canali storici ad aver riconquistato parte rilevante dell’audience persa con i nuovi canali su digitale terrestre.

Complessivamente questi si attestano attorno al 20% delle quote complessive di ascolto. Anche in Italia, se alle quote dei nuovi canali TDT gratuiti si aggiungessero anche i canali a pagamento e l’insieme delle altre emittenti gratuite i cui valori non vengono pubblicati singolarmente, l’audience share complessiva dei canali della TDT si attesterebbe poco al di sotto del 19%, allineandosi così ai valori registrati negli altri Paesi.

 

In Francia, nell’anno che ha portato allo switch-off di novembre, si registra un’accentuazione delle tendenze già emerse negli anni precedenti. I canali “storici” ex-analogici (TF1, France 2, France 3, France 5 / Arte, Canal Plus e M6) vedono la loro quota di ascolto scendere dal 68,1% al 65,2%. La contrazione, leggermente inferiore ai 3 punti, è però meno pronunciata rispetto a quella registrata nei due anni precedenti (circa 4 punti).

 

Nel 2008, all’indomani dell’avvio della transizione, l’audience share totale di questi canali era pari al 76,3%. La digitalizzazione della rete terrestre ha portato ad una fortissima ascesa degli ascolti dei “nuovi” canali gratuiti TDT, passati dall’11,1% del 2008 fino al 23,1% del 2011. In tendenziale arretramento, invece, l’insieme degli “altri canali” (principalmente pay). Tra i nuovi canali gratuiti della TDT, due – ovvero i mini-generalisti TMC e W9 (di proprietà di TF1 e M6 rispettivamente) – si attestano sopra il 3% di ascolto nel 2011, altri quattro tra il 2% e il 3%. I canali semi-generalisti e di intrattenimento hanno contribuito in misura determinante alla crescita degli ascolti dei “nuovi” canali TDT: nel 2011, infatti, questi totalizzano un’audience share pari al 16,6%, ovvero più del 70% del totale audience dei canali TDT al netto di quelli in simulcast.

 

Nel Regno Unito, dove la contrazione degli ascolti dei canali generalisti “storici” era partita con alcuni anni di anticipo rispetto agli altri Paesi per effetto di una robusta crescita della Pay-TV, le quote di ascolto tendono ora a stabilizzarsi. Nel 2011, i cinque canali della TV analogica terrestre (BBC One, BBC Two, ITV1, Channel 4 e Channel Five) vedono la loro audience share complessiva scendere al di sotto del 55% per la prima volta. La contrazione dei loro ascolti, misurata anno su anno, tende comunque a diminuire. Nel 2011, infatti, hanno perso 1,7 punti di market share, nei tre anni precedenti la contrazione era stata nell’ordine dei 2,5 punti.

Mentre si confermano stabili le audience dei canali a pagamento e degli altri canali gratuiti solo satellitari, sono ancora in crescita gli ascolti dei “nuovi” canali TDT gratuiti (molti dei quali di proprietà degli stessi broadcaster “storici”), la cui quota di ascolto è passata dal 18,5% nel 2008 al 23,6% nel 2011. Tra i “nuovi” canali di Freeview, sono sempre quelli mini-generalisti e di intrattenimento a ottenere i migliori risultati sul versante degli ascolti, totalizzando un’audience share del 16,9% nel 2011 (oltre il 70% del totale “nuovi” canali TDT). Sempre nel 2011, due soli canali – entrambi di ITV (ITV2 e ITV3) – superano il 2% di ascolto, altri 9 si attestano tra l’1% e il 2%.

 

In Spagna, nell’anno successivo allo switch-off – completato nell’aprile 2010 – si assiste ancora ad una fortissima crescita degli ascolti dei “nuovi” canali TDT (+6 punti percentuali in un anno), a fronte di una ulteriore forte contrazione degli ascolti dei sei canali generalisti “storici” ex-analogici. Questi ultimi, ovvero La1, La2, Antena 3, Cuatro, Telecinco e La Sexta, ottengono nel 2011 una quota di ascolto cumulata pari al 54,6%, 4,4 punti percentuali in meno rispetto al 2010. Nel giro di tre anni, dal 2009 (avvio del piano di passaggio al digitale) al 2011, la flessione è stata di ben 15 p.p. di ascolto, cioè 5 p.p. in media ogni anno. La flessione dei canali generalisti è stata riassorbita interamente dai canali nativi della TDT, passati dal 5,1% del 2008 al 24,6% del 2011. I migliori risultati di ascolto sono ottenuti dai canali digitali degli stessi broadcaster “storici” (TVE, Mediaset España, Antena 3 e La Sexta), che nel 2011 hanno non solo mantenuto la propria posizione ma addirittura guadagnato quote di ascolto rispetto al 2010. Tra i canali nativi TDT, sono quelli per bambini a confermarsi in posizione di forza, con ben 3 dei primi 5 canali per ascolti. Solo un canale, Clan TVE, si attesta al di sopra del 3% di audience share, altri due si posizionano tra il 2% e il 3%, altri 8 tra l’1% e il 2%.

 

In Italia il peso dei canali generalisti “storici” si mantiene più elevato rispetto agli altri Paesi considerati, per quanto siano stati anch’essi oggetto di una decisa flessione degli ascolti soprattutto a partire dal 2009.

Nel 2011, l’audience share complessiva dei sette canali terrestri anche analogici (ovvero Rai 1, Rai 2, Rai 3, Canale 5, Italia 1, Rete 4 e La 7) si è infatti attestato al 71%, in flessione di 5,4 punti percentuali rispetto al dato del 2010 (76,4%). Nel 2008, i sette canali mantenevano ancora una market share dell’84%, superiore di ben 13 punti a quella registrata nel 2011. Di tale flessione si sono avvantaggiati soprattutto i “nuovi” canali gratuiti della piattaforma TDT: considerando i soli canali nazionali i cui ascolti sono pubblicati (circa 35 in totale), l’insieme dei canali nativi TDT gratuiti ha raggiunto nel 2011 un’audience share complessiva pari all’11,9%, circa 5,5 punti percentuali in più rispetto al 2010. I canali mini-generalisti / intrattenimento (inclusi quelli di cinema) e quelli per bambini raccolgono le quote di ascolto più elevate prodotte dai canali “nativi” TDT, oltre l’80% in totale. (r.n.)

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