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Terminazione mobile: le riserve della Ue sul nuovo modello francese mettono a rischio il business di Free

Francia


La Commissione europea ha espresso serie riserve sul progetto del regolatore francese per le telecomunicazioni (Arcep) volto ad applicare tariffe di terminazione mobile più elevate a Free Mobile, Lycamobile e Oméa Télécom.

Queste tariffe – che si riferiscono ai prezzi che un operatore addebita agli altri operatori per le chiamate vocali istradate sulla propria rete – si riflettono ovviamente sui prezzi praticati ai clienti.

 

L’Arcep, conformemente alle regole comunitarie, ha già fissato tariffe di terminazione mobile (TAM) basate sui costi sostenuti dagli operatori e che saranno applicabili a partire dal 2013. Proponendo tariffe più elevate, l’Authority d’oltralpe intende compensare il prezzo pagato dai nuovi entranti per utilizzare le reti di altri operatori e le conseguenze finanziarie derivanti dallo squilibrio del traffico. Ma la Commissione ritiene che tali motivazioni – fondate sul fatto che i new entrant affrontano costi più elevati per fornire servizi di terminazione della chiamata – sarebbero in conflitto con le norme Ue in materia di telecomunicazioni.

 

L’Arcep ha proposto di fissare TAM asimmetriche per i prossimi due anni. Per i new entrant, si attesterebbero a 0,024 EUR/min per il primo semestre 2012 (contro 0,015 EUR/min per gli operatori esistenti). Successivamente, le tariffe diminuirebbero progressivamente ma, alla fine del 2013, la differenza tra le TAM sarebbe ancora del 40%.

 

La decisione della Ue rappresenta una cattiva notizia soprattutto per Free, l’ultimo operatore entrato sul mercato mobile francese come un ciclone, con un’offerta talmente competitiva per le chiamate e internet da far temere un collasso del sistema.

 

Anche se in passato anche Bouygues Telecom ha a lungo beneficiato di tariffe ‘privilegiate’ perchè era l’ultimo arrivato sul mercato e disponeva quindi di un numero di clienti limitato rispetto ai concorrenti, il Commissario Neelie Kroes, responsabile per l’Agenda digitale, non è convinta che allo stato attuale i new entrant sostengano costi veramente più importanti.

 

L’Arcep ha ora tre mesi di tempo per rivedere il suo progetto di revisione delle tariffe.

 

Secondo gli analisti, la decisione causerebbe un ampliamento delle perdite di avviamento per Free Mobile, che passerebbero da 13 a 40 milioni di euro se fosse abbandonata ogni asimmetria.

Un impatto economico ancora più importante sarà quello legato alla terminazione sms: il modello economico di Free si basa infatti proprio sui benefici derivanti da una terminazione sugli sms più elevata dei concorrenti (2,85 centesimi di euro contro 1,5 centesimi per Orange, SFR e Bouygues). E i concorrenti – Orange il più agguerrito – si sono ribellati sottolineando che mantenere lo status quo sarebbe come pretendere che i concorrenti finanzino almeno per metà il forfait da 19,99 euro lanciato da Free.

 

L’Arcep dovrebbe a breve lanciare una consultazione pubblica su questo tema e prendere una decisione entro la fine dell’estate.

 

Secondo la Kroes, “I consumatori francesi stanno per beneficiare della decisione dell’Arcep di imporre agli operatori mobili esistenti delle tariffe di terminazione basate sui costi. L’arrivo di nuovi operatori garantisce che il mercato sia concorrenziale e dinamico. Tuttavia, imporre tariffe di terminazione mobile più elevate ai nuovi entranti ha senso solo se i costi sono realmente più importanti”.

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