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mPayment: rischio cartello nel Regno Unito. La Ue apre indagine

Europa


La Commissione europea ha aperto venerdì un’indagine approfondita sulla creazione, nel Regno Unito, di una joint venture tra Vodafone, Telefónica e Everything Everywhere nel settore del mobile commerce.

La Ue vuole valutare gli effetti della nascita della JV sulla concorrenza nei nascenti mercati del ‘mobile wallet‘, della pubblicità mobile e dei servizi di analisi dei dati, sui quali la nuova società potrebbe avere una quota di mercato troppo elevata.

Una decisione finale di Bruxelles sarà presa entro il prossimo 27 agosto.

 

Joaquin Almunia, vicepresidente della Commissione e responsabile della politica della concorrenza, ha  spiegato in una nota che la Commissione è “favorevole a ogni iniziativa” volta allo sviluppo del mobile commerce in Europa e che permetta l’offerta di nuovi e innovativi strumenti di pagamento. Nello stesso tempo, l’esecutivo europeo intende “fare in modo che i servizi concorrenti possano continuare ad emergere e che restino tutti gli incentivi a innovare così che gli utenti possano usufruire dei migliori servizi di mobile commerce e al miglior prezzo possibile”, ha aggiunto.

 

Annunciata a giugno, la joint venture tra i tre principali operatori mobili britannici ha subito provocato la forte reazione di 3 UK, che ha denunciato la sua esclusione dal gruppo dei ‘fondatori’.

Kevin Russel, Ceo di 3UK, ha affermato in proposito: “Avremmo voluto e ci saremmo aspettati di essere al centro di uno sviluppo cross-industry come questo e siamo un po’ più che preoccupati di essere stati esclusi da questa joint venture”.

 

Nella sua indagine preliminare, in effetti, la Ue ha rilevato che joint venture e i suoi tre fondatori “possono avere la capacità tecnica e commerciale e la tentazione di impedire ai  futuri concorrenti di offrire i propri servizi di mobile wallet o di ridurre la loro qualità per renderli meno attraenti”.

 

In un mondo che si sta abituando sempre di più a fare a meno del contante, i servizi per i pagamenti elettronici stanno guadagnando sempre più trazione: secondo Juniper Research, il mercato delle transazioni finanziarie via cellulare raggiungerà un valore di circa 50 miliardi di dollari nel 2014. Nei prossimi 18 mesi, i servizi NFC partiranno in almeno 20 paesi, con il nord America e l’Europa occidentale che entro tre anni supereranno l’Asia in termini di valore delle transazioni.

Il numero di telefonini a supporto della tecnologia dovrebbe raddoppiare nel 2012 rispetto ai 35 milioni che saranno venduti nel 2011 (dati Abi Research), mentre secondo Gartner, nel 2014, saranno 340 milioni gli utenti che utilizzeranno il telefonino per effettuare piccoli pagamenti.

 

I tre operatori coinvolti nella joint venture, dal canto loro, hanno riferito che finora le discussioni con la Commissione sono state ‘costruttive’ e di avere fiducia che la creazione della joint venture sarà infine approvata.

“Nel corso delle discussioni con la Commissione – spiegano in una nota comune – è emerso che la natura embrionale del mercato dei pagamenti mobili implica la necessità di un confronto più lungo per valutare a fondo i progetti della joint venture sul mobile wallet e per coinvolgere le altre parti interessate”.

“Rimaniamo fiduciosi che una estesa revisione giungerà alla conclusione che la nostra proposta è pro-competitiva”, concludono.

 

Il progetto doveva partire in realtà alla fine dello scorso anno, ma l’approvazione antitrust sta prendendo più tempo del previsto.

L’Europa e gli Usa viaggiano in netto ritardo rispetto ai Paesi asiatici, il Giappone in particolare, dove il cellulare è ormai uno tra gli strumenti preferiti dagli utenti per effettuare piccoli pagamenti.

Nel frattempo, quindi, gli operatori mobili, che temono di venire esclusi da un mercato attualmente dominato da Apple e Google (anche se il progetto Google Wallet non ha avuto il successo sperato), stanno cercando di unire le loro forze: anche in Italia, TIM, Vodafone, Wind, 3 Italia, PosteMobile e Fastweb si sono uniti in nome dei pagamenti mobili. Le sei società hanno annunciato il lancio di una piattaforma condivisa che consentirà a tutti i loro clienti di pagare contenuti e servizi digitali utilizzando il credito telefonico.

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