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Frequenze: primi provvedimenti del governo sull’asta mentre per Mediaset ‘illegale’ annullare beauty contest

Italia


Successo per l’Italian Digital Agenda Annual Forum, organizzato da Confindustria Digitale, che ha visto oggi a Roma la partecipazione del Commissario Ue per l’Agenda digitale, Neelie Kroes, e dei Ministri Corrado Passera e Francesco Profumo.

Al centro dell’incontro gli impegni del governo di Mario Monti per la realizzazione degli obiettivi fissati due anni fa dalla Ue con la Digital Agenda.

L’Italia è, infatti, sempre meno competitiva soprattutto in termini di produttività, nei confronti dei paesi concorrenti. S’è parlato di start-up, modelli di governance e investimenti nella digital economy.

 

Stefano Parisi, presidente di Confindustria Digitale, aprendo i lavori ha parlato della necessità di superare questa “fase complicata e pensare al futuro“.

Come? Intanto convincendoci che “Internet può cambiare l’Italia. Internet cambia l’Italia”.

In questo senso, “il termine ‘Agenda digitale’, che proviene dalle burocrazie europee, appare superato”.

“Oggi vogliamo creare un vero momento di riflessione per affrontare tutti i nodi” che impediscono al’Italia di decollare.

 

A margine dell’incontro il Ministro dello Sviluppo economico interverrà per illustrare la posizione dell’esecutivo sul beauty contest che, come anticipato ieri (Leggi Articolo key4biz), verrà annullato per favorire un’asta con spacchettamento delle frequenze di durate verosimilmente diverse.

Un’ipotesi, scrive Repubblica, è che la banda 700 MHz (2 o 3 multiplex dei 6 totali in palio) venga aggiudicata per un periodo di 3 anni, da qui al 2015. Per quella data, infatti, la Conferenza ITU di Ginevra ha previsto lo spostamento delle reti dai broadcaster agli operatori tlc per i servizi di banda larga mobile.

“Ed è proprio la banda 700, una rete superveloce, il bene più prezioso del lotto visto che fa gola agli operatori del web, cioè al futuro delle comunicazioni. Il resto dei canali più strettamente televisivi può invece essere assegnato per un periodo più lungo”.

 

La presa di posizione di Passera è piaciuta al Pd e a Idv, in prima linea contro quel concorso di bellezza che assegnava gratuitamente un bene stimato da Mediobanca in 1-1,2 miliardi di euro.

Una valutazione però ‘esagerata’ per Gina Nieri, consigliere d’amministrazione di Mediaset. Interpellata a margine del Forum di Confindustria digitale sull’annullamento  del beauty contest, la Nieri ha detto: “La posizione di Mediaset è sempre la stessa“.

“La legalità c’era prima, annullare il beauty contest è stato illegale” e per questo sull’atto di sospensione della procedura “abbiamo fatto ricorso al Tar, perché il beauty contest è stato interrotto ingiustificatamente” e Mediaset “ritiene di avere un diritto acquisito con il beauty contest che era alle ultime battute ed era stato controfirmato dall’Europa”.

 

Intanto da Cologno Monzese fanno sapere che bisogna chiarire la questione del canone: la parte più grossa oggi la paga proprio questa azienda, 32 milioni di euro l’anno calcolati sul fatturato.

Mediaset non chiede l’annullamento del canone, bensì che lo paghino tutti sulla base del valore delle reti utilizzate.

 

Un plauso all’Italia arriva anche da Les Echos, che scrive che il nostro Paese ha deciso di far pagare le frequenze del digitale terrestre diversamente dalla Francia che le ha messe a disposizione dei broadcaster in cambio di precisi impegni, come il sostegno alla produzione audiovisiva francese ed europea.  

La decisione è presa, scrive Les Echos, e “…si iscrive in un contesto di crisi economica che ha necessitato pesanti sacrifici per gli italiani nell’ambito di un nuovo Piano di rigore adottato a dicembre”.

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