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Wind: chi sostituirà Ossama Bessada? Partono le speculazioni sul futuro dell’operatore

Italia


Chi sarà il successore di Ossama Bessada alla testa di Wind? Si comincia a speculare sul futuro dell’operatore italiano che – con l’addio di Bessada, che si concretizzerà entro giugno – chiude definitivamente l’era Sawiris.

Il manager – che ieri ha annunciato le sue dimissioni da tutte le cariche per trasferirsi in Canada con la famiglia – era infatti arrivato ai vertici di Wind proprio per volontà di Naguib Sawiris, che lo aveva voluto al posto di Luigi Gubitosi. A fine gennaio, anche Khaled Bichara – presidente e group chief operating officer – aveva lasciato l’azienda per passare ad Accelero (nuova società di Sawiris) dove avevano traslocato anche altri dirigenti Wind vicini al tycoon egiziano.

 

Oltre a essere Ceo di Wind, Ossama Bessada era anche Group Executive Vice President della Business Unit Europa e Nord America.

 

Ora che il gruppo è stato ceduto ai russi di Vimpelcom inizia la ricerca di un successore e ancora non si sa se la scelta ricadrà su un manager italiano.

 

Nella nota che ha annunciato le dimissioni di Bessada, Vimpelcom ha affermato che la comunicazione del suo successore “arriverà a tempo debito”.

Il Ceo Jo Lunder ha ringraziato l’ad uscente  “per i risultati raggiunti” e per l’impegno profuso nel fare di Wind “l’unico operatore in crescita in uno dei mercati più competitivi d’Europa”.

“Le performance del business, combinate con un eccellente team dirigenziale – ha aggiunto – mi fanno essere certo del fatto che la successione avverrà senza problemi”.

 

L’acquisizione degli asset tlc del tycoon egiziano ha trasformato VimpelCom nel sesto gruppo tlc mondiale con una base di 181 milioni di clienti sparsi in 20 Paesi e con un mercato che va dalle coste occidentali del Mediterraneo a quelle più orientali della federazione russa, per un fatturato potenziale stimato nell’ordine di 22 miliardi di dollari.

 

Tra le priorità del nuovo corso di VimpelCom, Lunder ha indicato l’integrazione con Wind Telecom e il raggiungimento dell’obbiettivo di risparmi sui costi per 2,5 miliardi di dollari.

 

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