Diritto d’autore: mistero intorno al parere di Valerio Onida. Perché far circolare solo ora un documento datato e perché Agcom non chiarisce?

di Raffaella Natale |

Il parere è stato richiesto da Confindustria Cultura Italia e non da Agcom, come qualcuno lasciava intendere. La data del documento è del 27 ottobre 2011, precedente quindi alle due sentenze della Corte Ue su diritto d’autore e ruolo degli Isp.

Italia


Corrado Calabrò

Il parere dell’ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, non è stato richiesto da Agcom, come riportava l’articolo a firma di Aldo Fontanarosa, apparso su Repubblica nei giorni scorsi, ma da Confindustria Cultura Italia, e risale allo scorso ottobre. Consegnato, quindi, nell’ambito della consultazione pubblica avviata dall’Autorità in vista dell’approvazione del Regolamento su diritto d’autore e pirateria online.

E’ evidente che qualcuno, probabilmente per alimentare la polemica di questi giorni su Agcom e in vista della prossima audizione del presidente Corrado Calabrò nelle Commissioni congiunte Cultura e Trasporti del Senato (21 marzo, ndr), abbia fatto circolare il parere, omettendo fonte e data di un documento che l’Autorità avrebbe a suo tempo dovuto rendere pubblico.

Per evitare ‘inutili strumentalizzazioni’, è stata la stessa Confindustria Cultura Italia a diffondere subito dopo il parere e al contempo chiedere all’Agcom di chiarire.

Ma dall’Authority nessuna presa di posizione: nessun comunicato stampa, né tanto meno sul sito alcun riferimento a detto documento o alla polemica scatenata, se non una breve nota con la quale si informa che “che l’Agcom non ha richiesto al riguardo alcun parere esterno e che quello riportato è un parere pro-veritate prodotto da Confindustria cultura nell’ambito della consultazione pubblica svolta dall’Autorità tra i soggetti interessati”.

Questo parere, reso noto solo adesso, ha immediatamente infuocato la polemica e riacceso il dibattito su un aspetto essenziale, i poteri di intervento dell’Agcom sui siti che praticano la pirateria e sugli internet service provider.

Secondo Onida, infatti, (questo il punto al centro dell’ultimo dibattito), l’Autorità ha il potere di oscurare i siti responsabili di ‘violazioni sistematiche del diritto d’autore’ e intervenire sugli Isp che dovranno impedire ai propri utenti la visione dei siti fuorilegge, anche se collocati all’estero.

 

Valutazione che preoccupa soprattutto gli Isp che a questo punto temono di dover assumere il ruolo di sceriffi della rete.

 

Ma il parere di Onida, vale la pena ricordarlo, reca la data del 27 ottobre. E’, quindi, precedente a due sentenze fondamentali della Corte di Giustizia Ue sul diritto d’autore: una nella quale si stabilisce l’incompatibilità con l’ordinamento europeo di sistemi di filtraggio dell’accesso a internet (Caso Scarlet-Sabam) (Leggi Articolo Key4biz) che è del 24 novembre 2011; l’altra nella quale sostiene che è contrario al Diritto Ue imporre agli hosting provider sistemi di filtraggio per prevenire il downloading illegale (Caso Sabam-Netlog C-360/10) (Leggi Articolo Key4biz) che risale a febbraio 2012.

 

Sulla base di questo equivoco è intervenuta l’AIIP che ha espresso forte preoccupazione: “Si ignorano le motivazioni espresse nel parere – si legge in una nota – ma colpisce che le relative conclusioni contrastino con le due recenti sentenze della Corte di Giustizia Europea” (Leggi Articolo Key4biz).

 

Altro punto essenziale, il parere di Onida è successivo allo schema di Regolamento approvato dall’Agcom con la Delibera 398 del 6 luglio 2011, nel quale non si faceva menzione del potere dell’Authority di oscurare i siti di pirateria.

 

Che senso ha discutere oggi di un parere datato?

Si comprende che discutere di proprietà intellettuale e internet è argomento caldo e sicuramente complesso, si pensi al caso ACTA o alle due proposte di legge statunitensi SOPA e PIPA. Ma vista la delicatezza della questione e considerato che le decisione prese in sede legislativa modificheranno profondamente la vita ‘digitale’ degli utenti e degli operatori internet, sarebbe corretto evitare inutili strumentalizzazioni e far prevalere il buon senso per favorire l’adozione dei provvedimenti più giusti, rispettosi dei ruoli e dei diritti di tutti.

 

 

Per maggiori informazioni:

Parere integrale di Valerio Onida

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