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Privacy: da domani in vigore le nuove regole di Google, nonostante la richiesta di stand-by della Ue

Unione Europea


Entrano in vigore da domani le nuove regole sulla privacy di Google. Una decisione che ha scatenato la reazione della Commissione Ue che nei giorni scorsi ha chiesto alla web company una pausa per analizzare meglio le norme, visto che “…avranno effetti su molti cittadini della maggior parte o tutti gli Stati membri della Ue” (Leggi Articolo Key4biz).

Per l’eurodeputato Pd Luigi Berlinguer, coordinatore per il gruppo dei Socialisti e Democratici in commissione Affari giuridici del PE, “Bene ha fatto la Commissione europea a sollevare dubbi sulle nuove regole di Google in materia di privacy. Il tema della protezione dei dati, come mostrano anche le proteste sul trattato ACTA, diventa sempre più cruciale per il futuro della democrazia europea“.

L’Europa – ha aggiunto – deve dotarsi ora di una strategia coerente e lungimirante sul futuro dei diritti digitali, a partire dalla protezione dei dati personali nell’era del cloud computing, e della garanzia di non perseguire gli utenti della rete”.

 

Cosa succederà? Oggi sulla pagina del motore di ricerca più popolare del mondo è ancora presente il link che porta alle “Nuove norme sulla privacy e termini di servizio” e si legge che entreranno in vigore il 1° marzo 2012.

“Se scegli di continuare a utilizzare Google dopo l’applicazione delle modifiche  – ti dice l’azienda – tale utilizzo sarà regolato dalle nuove norme“.

 

Sulla questione è tornato anche il Commissario Ue per la Giustizia, Viviane Reding, che in primo momento aveva plaudito alle nuove regole di Google, che venivano annunciate proprio nel giorno in cui la Ue presentava l’attesa riforma della normativa in materia di protezione dei dati (Leggi Articolo Key4biz).

Ieri la Reding ha invece sottolineato che “Chi offre servizi ai consumatori dell’Unione deve seguire le regole europee per la protezione dei dati“.

Da Mountain View, che ha sempre fatto sapere di non aver intenzione di rimandare l’entrata in vigore della nuova policy, dicono di “aver trovato un equilibrio ragionevole” ed essere “aperti a un confronto“.

 

Le modifiche sono state al centro di una grande attenzione che giudichiamo in modo positivo, perché la privacy è importante. Tuttavia, ciò ha anche dato luogo ad alcuni fraintendimenti”, ha detto Alma Whitten, responsabile della privacy di Google in un messaggio di spiegazioni predisposto in occasione del cambiamento della policy.

“Abbiamo riscritto la policy sulla privacy di Google dalla A alla Z in modo che sia più semplice e comprensibile”.

In sintesi – ha spiegato Whitten – vi tratteremo come un utente unico per tutti i nostri prodotti”.

 

Gli utenti che non sono interessati a condividere le informazioni hanno diverse possibilità: oltre a non loggarsi a Google, possono scegliere di usare il proprio browser in modalità incognita o privata; cancellare la cronologia sul motore di ricerca; utilizzare la dashboard di Google per esaminare e controllare le informazioni associate al proprio account (su google.com in basso a destra è stata predisposta una pagina ad hoc che spiega tutto).

 

Ieri anche il Garante per la privacy francese, la Cnil, ha ribadito le proprie preoccupazioni e chiesto alla società di mettere in stand-by le nuove regole.

L’authority francese ha inviato una lettera a Larry Page, fondatore e Ceo di Google, esprimendo forti dubbi: una ‘analisi preliminare mostra che la nuova policy di Google non rispetta i requisiti della Direttiva europea sui protezione dei dati (95/46/Ce)‘. In particolare osserva che ‘per un utente medio è impossibile capire’ le norme e l’uso dei dati raccolti da Google. E scrive che l’incrocio dei dati raccolti da Mountain View tra i suoi diversi servizi ‘‘fa crescere i timori su quali siano le vere pratiche di Google’.

Inoltre, l’uso dei cookies fa sì che non sia chiaro “come Google intenda ottemperare al principio del consenso” esplicito previsto dalla direttiva europea.

 

La lettera, inviata il 27 febbraio, si conclude informando che entro metà marzo la Cnil spedirà un questionario a Google per chiarire nel dettaglio tutti i dubbi. Nel frattempo viene ribadita la richiesta di sospendere l’avvio delle nuove regole sulla privacy da parte di Google ‘in attesa che abbiamo completato la nostra analisi’.

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