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Brevetti: Apple contro tutti. Nuove denunce contro Motorola e Samsung

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Si allarga ancora il contenzioso tra Apple e i concorrenti in tema di violazione di brevetti. In quella che è ormai un battaglia che si arricchisce ogni giorno di una nuova causa legale, la società di Cupertino muove nuove accuse contro Samsung e Motorola e chiede alla Corte della California di bloccare le vendite di diversi smartphone della società coreana –  e di fermare le ingiunzioni di Motorola contro l’iPhone 4S in Germania.

 

Nella prima causa, Apple sostiene che lo smartphone Galaxy Nexus della società coreana – dotato dell’ultima versione di Android, denominata Ice Cream Sandwitch – viola 4 suoi brevetti, incluso quello sulla funzione di ricerca vocale Siri (brevetto #8’074’172) e quello relativo alla tecnologia che consente di sbloccare il dispositivo facendo scorrere il dito sullo schermo (brevetto #8’046’721). Gli altri due brevetti contestati sono il #5’946’647 relativo al “sistema e metodo per eseguire un’azione su una struttura in dati generati da un computer” e il brevetto #8’086’604 relativo a “un’interfaccia universale per recuperare informazioni in un computer”.

 

La causa, che dovrebbe partire a maggio riguarda comunque anche altri dispositivi: gli smartphone Galaxy S II Skyrocket e Galaxy S II Epic 4G Touch, sempre dotati di sistema operativo Android, e i media player Galaxy 4.0 e 5.0.

A dicembre, Apple ha perso una causa simile in cui chiedeva alla corte di bloccare le vendite dei prodotti della rivale. Il processo per quel caso è fissato per il 30 luglio.

“Nonostante quella denuncia, Samsung ha continuato a inondare il mercato con prodotti fotocopia, inclusi almeno 18 prodotti che, negli ultimi 8 mesi, hanno violato i nostri brevetti”, si legge nei documenti presentati alla corte di San Jose l’8 febbraio.

 

I nuovi prodotti Samsung violerebbero brevetti inclusi nella causa precedente ma anche altri patent rilasciati dopo che questa era già stata depositata.

“Apple ha depositato questa causa per fermare le continue violazioni di Samsung”, si legge ancora nei documenti.

 

La società coreana, dal canto suo, ha ribadito la volontà di “continuare a far valere i propri diritti e di difendersi dalle accuse di Apple”, ha spiegato il portavoce.

Le due società sono contrapposte in almeno trenta cause legali, nell’ambito di un conflitto iniziato ad aprile, quando Apple ha depositato la prima causa sempre al tribunale di San Jose.

 

Sempre venerdì, Apple ha mosso nuove accuse anche contro Motorola, sostenendo che la causa intentata dalla società di Schaumburg contro l’iPhone 4S si basa in realtà su brevetti per i quali Apple ha ottenuto la licenza da Qualcomm, che a sua volta l’aveva ottenuta da Motorola.

L’obiettivo di questo nuovo procedimento è quello di fermare ulteriori ingiunzioni su queste tecnologie, dopo che la scorsa settimana un tribunale tedesco ha accolto le richieste di Motorola imponendo a Apple di rimuovere provvisoriamente dai negozi online alcuni prodotti tra cui l’iPad e l’iPhone in attesa di una ulteriore valutazione delle accuse (leggi articolo Key4biz).

Oggetto del contendere, due brevetti che tutelano la medesima tecnologia –  relativa alla possibilità di navigare in internet dal cellulare attraverso gli standard Gprs e Umts – ma in luoghi diversi (Usa e Europa).

Il chip che abilita questa funzione – brevettata da Motorola – è prodotto da Qualcomm, che l’ha quindi concessa in licenza anche a terze parti, tra cui Apple che vuole quindi impedire a Motorola di chiedere altre ingiunzioni dei suoi prodotti.

Nei giorni scorsi, la questione è tornata alla ribalta perchè Apple ha reso noto che la rivale, per concedere in licenza alcuni brevetti FRAND – per i quali c’è obbligo di concessione sulla base di termini ‘equi, ragionevoli e non discriminatori’ – avrebbe chiesto il 2,25% dei ricavi legati all’iPhone. Una percentuale ritenuta da Apple spropositata e che, se applicata alle vendite 2011 sarebbe costata a Apple qualcosa come 1 miliardo di dollari solo in royalties.

Apple ha inoltre scritto all’ETSI per chiedere all’ente europeo di standardizzazione di fissare i principi fondamentali per regolamentare il modo in cui le aziende degli Stati membri concedono in licenza i loro brevetti essenziali (leggi articolo Key4biz).

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