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Privacy: EPIC chiede all’Antitrust di verificare le nuove policy Google

Stati Uniti


L’Electronic Privacy Information Center (EPIC), importante organismo americano preposto alla protezione dei dati personali in Rete, ha chiesto All’Antitrust degli Stati Uniti di indagare sui cambiamenti previsti da Google in merito alla raccolta di dati personali. La nuova Privacy Policy entrerà in vigore il primo marzo 2012.

In una lettera alla Federal Trade Commission, infatti, l’EPIC esprime preoccupazione riguardo ai cambiamenti annunciati dal colosso della ricerca online, apportati, sostanzialmente, per competere con un altro colosso, il social media Facebook.

Si chiede di mettere sotto la lente di ingrandimento, in particolare, la funzione detta “Search Plus Your World” di Google+, che propone tra i risultati delle ricerche anche ciò che viene pubblicato sul suo social network, come commenti e foto.

 

Per Google il servizio intende offrire una personalizzazione in base agli interessi e alle relazioni degli utenti, ma EPIC sospetta che possa rendere ricercabili informazioni private ad insaputa delle persone e che possa favorire i servizi di Mountain View rispetto a quelli dei rivali.

 

«Incorporare i risultati di Google+ nei risultati, consente a Google di promuovere la propria rete sociale, sfruttando la sua posizione dominante nel mercato dei motori di ricerca» scrive l’organismo di controllo nella lettera, che si affianca alla polemica subito sollevata da Twitter dopo l’annuncio della novità.

Il problema riguarderebbe diversi altri servizi di Google. Come ha scritto scrive il Guardian citando un post sul blog di Benjamin Edelman, professore della Harvard Business School: “Alcuni prodotti hanno utenti affezionati, altri sono più deboli. Ma tutti godono di un livello di posizionamento privilegiato nei risultati di ricerca di Google, che altri servizi possono solo sognare“. 

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